Disimpegno morale

Il costrutto di disimpegno morale rappresenta l’insieme dei dispositivi cognitivi interni all’individuo, socialmente appresi e costruiti, che liberano l’individuo dai sentimenti di autocondanna, lesivi per l’autostima, nel momento in cui viene meno il rispetto delle norme.
Bandura adotta una prospettiva interazionista secondo la quale l’azione morale può essere compresa attraverso una prospettiva integrata in cui la persona, il suo comportamento e l’ambiente sono tre fattori reciprocamente dipendenti. La costruzione delle strutture cognitive di autoregolazione della condotta sono fortemente influenzate dall’interazione di questi fattori.

Meccanismi di disimpegno morale

I meccanismi di autoassoluzione, o come li chiama Bandura di "disimpegno morale" comportano una sostanziale ridefinizione della condotta e possono essere distinti tra:
•    processi di disimpegno che operano sulla definizione della condotta;
•    meccanismi che determinano una distorsione nella relazione causa – effetto;
•     processi che provocano una rivalutazione della vittima.

Primo gruppo

1. Giustificazione morale: si fa appello a fini superiori per mettere in ombra la riprovevolezza della condotta agita;
2. Etichettamento eufemistico: può consentire di ridimensionare la dolorosità delle conseguenze producendo una distorsione concettuale del vero significato dell’azione che risulta così mascherato;
3. Confronto vantaggioso: opera mediante un confronto tra la propria azione e condotte moralmente peggiori, ridimensionando per contrasto la valenza immorale del proprio comportamento;

Secondo gruppo

•    4. Dislocamento della responsabilità: la responsabilità dell’azione è attribuita ad un terzo esterno, come ad esempio un’autorità, per cui la condotta considerata scaturirebbe dai dettami della stessa oppure da esigenze di una particolare situazione;
•    5. Diffusione della responsabilità: può generare un senso di non imputabilità di fronte a colpe che per il fatto di essere di tutti, in definitiva non sono di nessuno.
•    6. Distorsione delle conseguenze: consente di ignorare o minimizzare del tutto la serietà delle conseguenze delle proprie azioni attraverso una non considerazione degli effetti di un’azione;

Terzo gruppo

•    7. Deumanizzazione: si attribuisce alle vittime un’assenza di sentimenti umani che frena il nascere e lo svilupparsi del senso interiore d’angoscia vicaria di fronte alla loro sofferenza;
•    8. Attribuzione di colpa: ci si convince che l’offesa arrecata alla vittima è da lei pienamente meritata

Annunci