Ieri ricorreva il giorno della memoria e il ricordo diventa più vivo ripensando ai milioni di vittime innocenti.
Cosa sarebbe l’uomo senza la capacità di ricordare e di rivivere, anche solo per pochi attimi, il passato?

Il ricordo ci rende uniti agli altri, nel bene e nel male, ma soprattutto rende possibile la condivisione del pensiero e della sua storia, personale e collettiva.
Tutti i giorni ricordiamo e possiamo sentire il “peso” di un passato, l’immagine scolorita di fotogrammi che con il tempo vengono pian piano assorbiti dal presente e dalle necessità contingenti.

Ma la memoria non è tale se non lascia le sue tracce, luci ed ombre, suoni e colori che sembrano fili intrecciati tra loro in una fitta trama del tessuto che è la vita stessa.
Quando la memoria insegna abbiamo la possibilità di ritrovare il senso della nostra e delle altre esistenze, quella storia che non è facile dimenticare e che ci appartiene perché riguarda la storia dell’uomo stesso .

In questo giorno la vita e la morte si ripropongono nella loro nuda verità, senza false apparenze che possono contaminarne la loro essenza.
E il ricordo, anche doloroso verso chi non c’è più, può diventare uno strumento per ritrovare quella dimensione di umanità e di sofferenza che nel tempo abbiamo forse allontanato dalla nostra coscienza.

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