La violenza sui minori riguarda tutto ciò che viene agito su di loro, sia a livello fisico che psico- emotivo, ovvero lesioni, distorsioni a livello cognitivo e traumi.

La violenza sessuale inserisce nel minore una componente non conosciuta al bambino ed è capace di apportare una destrutturazione dello sviluppo cognitivo del piccolo, della individuazione della sua identità.

Vi sono diverse forme di abuso sessuale sul minore: l’abuso intrafamiliare, ovvero quella forma di abuso che viene attuato da uno o più membri della famiglia del minore padre, genitori affidatari conviventi o fratelli, o da componenti della famiglia allargata, cioè nonni, zii, cugini o amici intimi della famiglia.

Nella famiglia incestuosa partecipano, spesso, gli altri membri della famiglia che sviluppano atteggiamenti omertosi. Il caso più frequente è l’incesto tra padre e figlia. Sappiamo che l’incesto è un tabù antico. Freud affermava la naturalità della tendenza del desiderio incestuoso all’interno del nucleo familiare.

Egli individuava all’origine della nevrosi isterica un trauma subito come seduzione sessuale da parte del padre. situazione che poi è stata decodificata come complesso di Edipo.

La prima scelta oggettuale del bimbo è verso un oggetto proibito, ovvero la madre od il padre, questo desiderio fondamentale per lo sviluppo della personalità del piccolo si dovrà trasformare verso un altro oggetto, esterno alla famiglia. La violenza sessuale intrafamiliare è causa di gravi conseguenze psicologiche e spesso psicotiche

Vi è, poi, l’abuso extrafamiliare che viene messo in atto da persone conosciute dal minore, per esempio un vicino di casa.
Spesso queste persone sono capaci di insinuarsi nella vita di una coppi aspettando, anche, molto tempo per poi raggiungere un bambino.

L’adulto, incapace di avere altri rapporti con coetanei, riduce il minore ad oggetto parziale.
Esiste l’abuso istituzionale, cioè quando coloro che compiono delle violenze sul minore rivestono il ruolo del bidello della scuola, di educatore, di medici o di allenatori.

Altra categoria è quella dell’abuso di strada, compiuto da persone sconosciute al minore.

Esiste l’abuso ai fini di lucro , praticato dai turisti sessuali che possono essere singoli o dei gruppi che effettuano dei viaggi all’estero con l’obiettivo di procurarsi dei contatti sessuali. Spesso sono soggetti che si abbandonano alle trasgressioni più abiette, anche per via della legge del paese in cui mettono in atto questi approcci. Classico caso è la prostituzione minorile, definita da Puri Quisymbing, consigliere regionale UNICEF, “un crimine contro la comunità”.
Secondo i dati rilevati dall’ECPAT sono più di 2 milioni i minori costretti a prostituirsi (100.000 nelle Filippine, 500.000 in Brasile, 40.000 in Vietnam). Fenomeno che è andato divulgandosi a causa della povertà e della disparità sociale.

Altra classe è l’abuso da parte di gruppi organizzati, tipo le sette od i gruppi che agiscono in rete con lo scopo di produrre e la divulgare materiale pedo- pornografico.

BIBLIOGRAFIA

Bagliolo C. “Bambini e violenza. Dalle dinamiche familiari all’evento sociale”, Edizioni Del Cerro, Firenze, 1998.
Bowlby J. “La violenza nella famiglia”, in Terapia Familiare, 20 marzo 1986.
Gulotta G. “Famiglia e violenza”, Giuffrè, Milano, 1984.

Alessia Micoli

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