Gli adolescenti di oggi sorprendono e come nell’ultimo caso di cronaca riescono a polarizzare l’attenzione di tutti, dai mass media al presidente della Repubblica.

La scomparsa della giovane Sara ormai da diversi giorni è un interrogativo a cui ancora non si è riusciti a dare una risposta.

Una adolescente come tanti, insicura e desiderosa di fuggire dalla realtà di un paese del meridione in cui la vita scorre troppo lentamente, senza sussulti e cambiamenti nel solito tran tran dello strascico di una estate ormai alla fine.

Sara non era felice, non era contenta del suo aspetto fisico, innamorata non corrisposta sognava l’amore come rimedio al vuoto e alla solitudine, alle incomprensioni e alla freddezza delle relazioni familiari.

Come tanti giovani esternava sui diari il suo malessere e inventava nuove identità chattando su face-book.

Come sostiene lo psicologo Crepet oggi esiste ed è molto rischiosa la possibilità di relazionarsi, senza un filtro protettivo, con troppe persone; non esiste più un solo interesse ma “agganci” virtuali che nascondono spesso brutte intenzioni.

Una scomparsa che svela il mondo segreto di un adolescente che vuole crescere in fretta, il desiderio di trovare una propria identità attraverso la frammentazione e la simulazione, nomi diversi per creare quella immagine che dà sicurezza e cambia una vita troppo monotona in un mondo a colori dove non c’è posto per la solitudine e l’incomprensione. Non basta accudire materialmente un figlio per entrare nel suo mondo segreto.

Ci sono segni, anche lievi, che possono far nascere  un dialogo mai esistito, e su queste orme , come Pollicino, bisogna  trovare la strada giusta, quella che in molti casi riesce a salvare il salvabile e a colmare il senso di vuoto dei desideri inespressi quelli  che adesso sembrano gridare, per essere ascoltati, dalle pagine del diario di Sara.

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