Una ricerca condotta su studenti universitari ha rivelato che circa il 70% dei soggetti ricorre ad amuleti, rituali, oggetti ed indumenti portafortuna, con la speranza di avere fortuna.

Può accadere che, dopo aver superato brillantemente una prova scritta, lo studente si  presenti all’esame successivo con la medesima penna, pur sapendo che non è la penna l’artefice del precedente successo.

Tuttavia, questo costituisce un rinforzo; quel successo ottenuto per caso porterà l’individuo a generalizzare tale comportamento e a pensare che con quell’oggetto andrà sempre bene.

Lo stesso apprendimento mediante rinforzo su base superstiziosa può avvenire anche in negativo, ovvero suggerire che se si fa o si indossa una certa cosa le cose andranno certamente male.

Non è raro vedere persone che fanno dei veri e propri evitamenti nella speranza di non incappare nella sfortuna, magari in vista di un esame importante, di qualcosa di significativo.

Le persone che mettono in atto questi comportamenti sanno che non è questo a determinare gli eventi, ma preferiscono non correre il rischio di vedere confermata o disconfermata la propria teoria.

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