Beck identifica nella cognizione negativa la principale caratteristica del disturbo depressivo.

L’autore afferma che “i disturbi della depressione possono essere considerati in chiave di attivazione di una serie di tre modelli cognitivi principali, che costringono l’individuo a vedere se stesso, il proprio mondo e il proprio futuro in maniera idiosincrasica” (Beck, 1967).

Viene individuato il contenuto tematico cognitivo specificico e distintivo del disturbo depressivo denominata triade cognitiva e costituita da una visione negativa di sé, del mondo e del futuro.

Quasi tutti coloro che sono depressi hanno modi di pensare fortemente autocritici basati sulla convinzione di non valere nulla, di non esser buono a nulla.

Sono pensieri disfunzionali che portano a scarsa autostima, a scarsa sicurezza di sé e quindi a conseguenti insuccessi o difficoltà nelle relazioni e fallimenti dovuti a scarso impegno e motivazione.

Inoltre chi ha scarsa autostima tende ad attribuire a sé la causa di ciò che succede, di ciò che va male, considerando queste cause stabili e generali.

Chi è depresso quindi tende ad attribuirsi la responsabilità degli eventi negativi che considera manifestazioni di sue caratteristiche generali e duature; uno stile attributivo depressivo.

Contestualmente chi è depresso tende ad avere pensieri negativi sul mondo e sul futuro, immaginando un mondo pericoloso, difficile, ingiusto e un futuro nero, una sfiducia che può portare a pensieri di suicidio.

Gli errori di ragionamento e i pensieri automatici negativi sostengono ed aggravano la depressione, fanno sembrare ogni cosa senza scopo e portano alla riduzione delle attività. In questo modo si forma il circolo vizioso o spirale della depressione.

I passi previsti dalla psicoterapia cognitivo-comportamentale sono capire come il modello cognitivo si applica al singolo caso, modificare i comportamenti, imparare ad identificare e contrastare i pensieri disfunzionali, imparare ad identificare e modificare gli errori di ragionamento e le pretese disfunzionali, prepararsi ad affrontare il futuro senza ricadute nella depressione.

L’approccio cognitivo comportamentale alla depressione prevede l’utilizzo congiunto di tecniche comportamentali e cognitive.

Le tecniche comportamentali sono utili in quanto migliorano il livello di funzionamento, si oppongono al pensiero ossessivo, cambiano atteggiamenti disfunzionali e danno una sensazione di gratificazione (Beck et al, 1979).

Queste tecniche vengono utilizzate per perseguire il primo importante obiettivo di spezzare i meccanismi che mantengono e aggravano la depressione; mi riferisco al circolo vizioso fra passività, faticabilità, demotivazione, mancanza di piacere, pensieri negativi e umore depresso.

Tra queste è possibile citare il diario settimanale delle attività e dell’umore, le attività piacevoli, l’assegnazione di compiti graduati, l’addestramento all’assertività, il role-playing.

Le tecniche cognitive puntano a individuare e modificare le interpretazioni disfunzionali.

Permettono di entrare nell’organizzazione cognitiva del paziente. Il terapeuta cognitivo usa le tecniche per elicitare i pensieri automatici, testare i pensieri automatici, e identificare gli schemi, aiutando così terapeuta e paziente a capire la costruzione della realtà da parte del paziente (Young, Weinberger, Beck, 2001).

Tra queste è possibile annoverare l’auto-osservazione, l’esame di realtà dei pensieri e la ricerca di soluzioni alternative.

Annunci