Premesso che non ci sono genitori ideali come non esistono figli ideali i punti di seguito elencati possono costituire le basi per un rapporto equilibrato e aperto tra genitori e figli.

In primo luogo verificare il proprio stato di benessere, le condizioni psicologiche che possono interferire, in modo positivo o negativo con la vita dei figli, inoltre fissare le regole di convivenza familiare per dare un esempio di come funziona la società partendo proprio dal nucleo familiare.

Il terzo punto riguarda un aspetto molto importante e spesso difficile da gestire: dire no quando serve motivandoli sempre.

Cercare di non trasmettere le proprie insicurezze reprimendo desideri, idee e pensieri che possono essere spesso non condivisibili, facendo questo si rischia di impedire la crescita che è sempre frutto di esperienza, fatta di piccole conquiste ma anche di errori.

Favorire l’autostima dei figli significa apprezzare il loro modo di essere anche se diverso dagli altri e di seguito gratificarli quando hanno un successo personale o scolastico.

Usare il rimprovero orientandolo verso il comportamento e mai trasformarlo in giudizio di valore riferito alla persona ( “ sei stupido” , “ non capisci niente” ecc.).

Lasciare spazio alle responsabilità dei figli e non sostituirsi ad essi coprendoli con scuse o giustificandoli sempre.

Considerando che il più delle volte i giovani non approvano le scelte dei genitori e sono portati a contestare tutto ciò che sono le regole imposte bisogna soprattutto cercare di essere coerenti cioè avere una linea di condotta non contraddittoria ( dire una cosa e farne un’altra).

Quando ci si trova poi in situazioni critiche dovute a stress fisico e mentale e non si riesce a trasmettere messaggi positivi o un necessario equilibrio chiedere l’aiuto di un esperto può aiutare a vederci chiaro.

Anche gli adulti e i genitori possono avere momenti di crisi che possono essere superati con un supporto adeguato come quello psicologico.

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