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 Dai dati di Eurispes-Telefono azzurro emerge un quadro molto preoccupante.

Sette ragazzi italiani su dieci hanno subito prepotenze di questo tipo o le hanno viste subire da un loro amico.

Entrando nei dettagli statistici il 27,8% dei bambini è oggetto di brutti scherzi, il 26,6% ha subito provocazioni di vario tipo e il 25,6% viene preso in giro e ridicolizzato.

Nel 13,5% dei casi i bambini riferiscono di aver subito furti di oggetti o cibo, percosse ( 11,5%), minacce (11,1%) ma anche furti di denaro ( 4,7%).

Sono soprattutto i maschi ad aver subito ripetutamente minacce (15,4% contro il 7% delle femmine), provocazioni o prese in giro( 29,5% contro il 23,8%), brutti scherzi ( 29,9% contro il 25,9%), offese immotivate ( 27,4% contro il 23,8%), furti di oggetti o cibo ( 14,8% contro il 12,3%).

Luca Bernardo, coordinatore dell’ambulatorio italiano sul disagio adolescenziale del ministero dell’Università e della Ricerca, spiega il fenomeno con queste parole:” Il bullismo inizia generalmente dagli 8 anni perché è il momento in cui inizia a strutturarsi il concetto di classe, e quindi anche del suo leader.

In Italia abbiamo episodi del genere anche nelle scuole materne, dove i bambini di 4 anni vengono aggrediti da gruppi di coetanei, prima verbalmente poi con aggressioni fisiche.

A scatenare i bulli nell’infanzia è la diversità razziale o della disabilità. Nelle scuole medie e al liceo si aggiunge anche l’omofobia”. I

l fenomeno del bullismo risulta trasversale a tutte le classi sociali e tocca dalla periferia ai quartieri “bene”, dalle scuole pubbliche a quelle private, è soprattutto diffuso a scuola, dove ogni giorno nel 49,9% delle classi si compiono atti di prepotenza. Un bullo su sei è donna.

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