Nella didattica si incontrano studenti che hanno un approccio diverso al dialogo educativo.

Le caratteristiche individuali che emergono rendono possibile una conoscenza abbastanza approfondita degli stili di pensiero di ognuno.

Gli alunni che evidenziano una marcata attenzione per l’informazione orale tendono ad essere molto attenti e curiosi verso le parole che veicolano il messaggio, essi riescono a memorizzare facilmente ripetendo ad alta voce il contenuto dei testi scritti.

I ragazzi che apprendono efficacemente  attraverso le immagini sono in grado di associare i concetti a schemi che riassumono in sintesi la spiegazione di un determinato argomento.

Ci sono alunni che imparano attraverso l’azione e la manipolazione, per questi l’operatività è un mezzo necessario e indispensabile per costruire mentalmente i concetti.

Lo stile di pensiero imitativo è di tipo convergente, il ragazzo utilizza procedure consolidate che inquadrano la problematica trattata in un contesto già conosciuto e sperimentato.

I ragazzi che denotano uno stile di pensiero divergente tendono a cercare nuove strade per affrontare un contenuto didattico, essi mostrano particolare attenzione agli aspetti marginali e inusuali.

Gli alunni dotati di uno spirito intuitivo colgono gli aspetti significativi e più importanti di una situazione problematica che affrontano con curiosità, formulando ipotesi e possibili soluzioni.

L’approccio allo studio di tipo sistematico si evidenzia quando lo studio procede per fasi logiche sequenziali in cui ogni aspetto del problema viene considerato e valutato.

Lo stile di pensiero che pone la propria attenzione sui singoli aspetti di un argomento è quello di tipo analitico; l’alunno tende a concentrarsi sui dettagli e non riesce facilmente a costruire idee e concetti organizzati.

Di contro lo stile di pensiero globale si evidenzia quando si percepisce e si rappresenta una situazione nella sua totalità, il ragazzo fa fatica a individuare particolari anche significativi.

Nell’analisi degli stili di pensiero esiste anche un atteggiamento comportamentale verso lo studio cioè gli aspetti metacognitivi che evidenziano il modo in cui l’alunno dimostra il suo impegno.

L’impulsività è la caratteristica che porta il ragazzo ad affrontare rapidamente il compito, spesso la fretta  lo porta a fare errori di cui non sembra tenerne conto.

Gli alunni riflessivi, al contrario, prendono tempo e dimostrano una valutazione ponderata di tutti gli aspetti di una data situazione.

L’atteggiamento più problematico è quello dello stile di pensiero disorganizzato, l’alunno evidenzia un approccio allo studio frammentato e disordinato commettendo diversi errori durante lo svolgimento del compito assegnatogli.

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