Il 50% delle famiglie segnala eventi di bullismo o microbullismo nelle classi dei figli.

E’ la fotografia basata su dati Eurispes Toscana e Censis 2008, emersa nel corso di un convegno in Palazzo Medici Riccardi, sede della Provincia di Firenze, dal titolo ‘Tutti i colori del buio: i contenuti pedagogici dell’azione associativa, come risposta al bullismo e alla disgregazione sociale’.

Tra le tipologie di ‘prepotenze’ rilevate, il 28,7% riguarda offese verso un solo alunno, il 25,9% scherzi pesanti o offese, quasi il 25% l’isolamento o l’esclusione dal gruppo: per oltre il 21% si parla di percosse e di furti, mentre quasi il 6% denuncia la diffusione di video umilianti e insulti via sms o mail.

Nel corso dei lavori del convegno si e’ discusso anche di cyberbullismo, termine con il quale si identificano ‘azioni aggressive e intenzionali’ messe in atto tramite strumenti elettronici (sms, chat, immagini, video, siti web e blog): si va dal Flaming, messaggi elettronici violenti mirati a scatenate ‘battaglie’ verbali online, all’Harassment, ovvero molestie attraverso l’invio ripetuto di messaggi offensivi, fino all’Exclusion, cioe’ l’esclusione intenzionale della vittima da un gruppo online.

A livello nazionale, il 39% dei ragazzi che frequentano le superiori conosce qualcuno che e’ vittima del bullismo digitale: tra questi, il 33% sono ragazzi ed il 35% ragazze. Nelle scuole superiori le cybervittime risultano essere il 16%, il 14% nelle scuole medie.

Il bullismo digitale, inoltre, e’ piu’ diffuso fra le ragazze: il 23% delle alunne delle scuole superiori dichiara di essere stata vittima di questo tipo di violenza, a fronte di un 6% tra i maschi. (ANSA).

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