Gli impegni scolastici rientrano a buona ragione nella gestione della propria autonomia psico-fisica e per questo motivo è necessario riprendere contatto con se stessi e con il contesto ambientale scolastico in cui le relazioni non sono improntate soltanto all’amicizia ma devono rispettare regole e modelli comportamentali ben precisi.

In un clima sociale abbastanza precario e pieno di contrasti la scuola resta sempre un ponte di lancio verso il futuro perchè i giovani hanno il diritto di credere che l’avvenire non sia una catastrofe annunciata ma un orizzonte su cui proiettare i propri desideri e le proprie aspirazioni.

Insegnare che si costruisce il futuro imparando a credere nel cambiamento che genera nuove opportunità e conoscenze perché la cultura non è un bene di consumo da usare e mettere da parte ma un libro aperto sul quale scrivere ogni giorno un pensiero, un’idea, un’emozione.

E poi interrogarsi sempre per alimentare curiosità e interessi sul mondo e sulla vita che ha sempre un motivo per essere vissuta e amata. “Credo che le risposte rendano saggi, ma le domande rendano umani”( Y.Montand).

Ogni alunno è unico e l’insegnante ha il compito di contrastare la società che tende all’omologazione in una scuola che dia a tutti l’ascolto necessario per credere ed anche inventare un futuro migliore.

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