Lo sviluppo del cervello avviene progressivamente dai  cinque anni di età fino ai venti. Durante questo arco temporale le cellule cerebrali sono particolarmente sensibili agli stimoli ambientali e  alle sostanze che vengono introdotte nell’organismo, in particolare quelle psicoattive come l’alcol e le droghe.

Queste, anche in piccole dosi possono interferire con la normale maturazione cerebrale la quale sarà deviata dalla sua naturale evoluzione.

L’assunzione continua nel tempo di vari tipi di droghe mette in pericolo e danneggia in modo irreversibile le connessioni neuronali determinando l’alterazione del proprio modo di essere e di percepire il mondo esterno.

Le attività cerebrali vengono “fotografate” evidenziando le differenze tra le condizioni normali e quelle in cui l’azione delle sostanze psicotrope determinano il danneggiamento di vaste zone del cervello.

L’azione della cocaina è evidente già dopo dieci giorni quando si rilevano  ampie  aree cerebrali fortemente danneggiate e inattive.

La plasticità cerebrale presuppone un continuo e progressivo adattamento all’ambiente e alle condizioni di vita di un individuo il quale modifica nel tempo il proprio comportamento, le capacità di interagire con l’ambiente e di sviluppare le proprie capacità cognitive.

E’ chiaro come la prevenzione sia fondamentale per individuare le fasce sociali a rischio costituite da persone che vivono in contesti ambientali vulnerabili in cui l’emarginazione e la precarietà rappresentano fattori determinanti per favorire scelte di vita dannose per la salute psicofisica.

Bibliografia : Neuroscienze e dipendenze

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