La crescita  della propria identità avviene in contesti diversi: famiglia, scuola, lavoro.

Questi luoghi collettivi rivestono una importanza fondamentale perché in essi si sviluppa la socializzazione e l’integrazione, il dialogo interpersonale che oggi è sempre più povero di significati e ridotto spesso a uno scambio meccanico di informazioni.

Sempre più frequentati sono invece i “non luoghi” che in effetti sono forme di aggregazione dispersive ed eterogenee.

Pensiamo ad esempio ai centri commerciali, alle discoteche e ai grandi ritrovi nei quali non esiste più la propria individualità ma la moltitudine con ressa e rumori caotici, espressioni che coprono spesso   lo scambio di idee e pensieri.

In questi contesti dove pubblicità e musica dilagano vengono penalizzati e impoveriti sia i rapporti sociali che interpersonali, quelle forme di comunicazione che richiedono tranquillità e ambienti adatti che favoriscono la conoscenza di sé e degli altri.

La modernità sembra colmare tante aspettative e desideri offrendo un ventaglio di occasioni concrete per il benessere materiale ma purtroppo essa, per contrasto, tende alla massificazione e all’omologazione che sono i portati culturali del progresso.

Ritrovare le proprie origini rappresenta oggi una scelta di vita alternativa e più vivibile per questo motivo molti scelgono di allontanarsi dalle città e riscoprire una vita a dimensione umana in cui i luoghi diventano più piccoli ma anche più empatici:  piazze, strade e negozi in cui parlare e comunicare senza gridare per farsi sentire, magari circondati da paesaggi  che restituiscono la sintonia con la natura, fonte di equilibrio e di benessere psico-fisico.

 

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