In questi giorni il disastro della Costa-Concordia ha messo in luce gli aspetti ambivalenti dell’animo umano.

Di fronte al pericolo le persone reagiscono in modo diverso e mostrano ciò che normalmente non è possibile percepire ed apprezzare.

Lealtà e coraggio, paura e viltà, solidarietà e superficialità sono due facce di una stessa medaglia, risorse o  incapacità di gestire momenti gravi in cui è a rischio la vita propria e quella di tante altre.

Di fronte a questa tragedia, come in tante altre circostanze, ci si sente in dovere di assolvere o condannare, di sciogliere i nodi irrisolti degli eventi che hanno portato le conseguenze di cui siamo a conoscenza.

Siamo in un periodo storico in cui tutto può essere registrato e filmato ed anche in questa occasione  i naufraghi sono diventati spettatori e protagonisti, magari abbandonando per un attimo le proprie paure per fermare i momenti più critici del naufragio.

Ancora una volta la realtà si è trasformata in un film che mostra in diretta la scena della tragedia, grida e invocazioni di aiuto confuse nel marasma della ricerca della salvezza. L’immagine della nave, adagiata sul fianco come una balena spiaggiata, sembra concretizzare l’orgoglio ferito di un gigante sconfitto che nasconde ancora dentro il suo ventre i corpi dei dispersi, un segreto talmente doloroso che forse non potrà mai tornare a galla.

Assieme alla Costa-Concordia sono naufragati i sentimenti di altruismo e di responsabilità, quelle azioni necessarie che rendono la leadership dei capi un riferimento sicuro e privo di ambiguità.

Come un corollario emergono dalla cronaca piccole e grandi storie di solidarietà e aiuto verso il prossimo che riescono in qualche modo ad attenuare la rabbia e l’indignazione di fronte alla mancanza di chiarezza ed efficienza.

E così mentre  la nave è  in bilico tra l’abisso e il suo letto di fortuna, cerchiamo di dare un significato alle azioni umane, ai comportamenti che nei momenti più critici possono trasformare le persone in piccoli eroi o naufraghi spaventati e incapaci di gestire gli eventi.

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