Teatro d’Animazione Pedagogico
Da un’ idea della Professoressa Giovanna Pini nasce il Teatro d’Animazione Pedagogico che utilizza le Arti dello Spettacolo, le Tecniche Sceniche ed i Mestieri del Teatro per Formare ed Educare. La scelta della metodologia con l’utilizzo del mezzo teatrale nasce dalla certezza che il linguaggio teatrale riesce a sviluppare competenze, a colmare distanze culturali; contribuisce a formare un gruppo, a integrare le diversità e a creare le condizioni migliori per la crescita della persona equilibrata.
Con il Teatro d’Animazione Pedagogico non si vuol far emergere l’inconscio problematico di chi lo mette in atto, non si vuol curare, non si vuol tirar fuori le negatività nascoste o i problemi non risolti, si vuol far affiorare solo il lato positivo, le capacità degli studenti, il meglio di sé, facendogli esprimere potenzialità che credevano inesistenti e inespresse, valorizzando il loro talento e le loro doti nascoste, dando ai ragazzi gli strumenti utili per farli affiorare ed affermarli nel gruppo. Grazie a questa apertura lo studente acquista gradualmente sicurezza e autostima perché si trova coinvolto in un processo formativo riuscendo ad aprirsi anche alle esigenze altrui, mettendosi in una posizione di ascolto, rispetto e collaborazione con gli altri componenti del gruppo.
Il progetto ha quindi una forte valenza di aggregazione per il lavoro del gruppo tale da modificare quelle caratteristiche peculiari del bullo passivo o attivo (aggressività, impulsività, testardaggine, insicurezza e timidezza).
Il TAP coinvolge di solito un alto numero di ragazzi (minimo 150) presenti in varie classi di una scuola, è un teatro autonomo, gestito interamente dagli studenti, basato sulla comunicazione ed il rispetto di se stessi e degli altri; lo spettacolo deve essere, sotto ogni aspetto, realizzato dagli allievi nel riguardo delle proprie abilità e dei propri bisogni, ognuno può sentirsi partecipe di un grande progetto pur differenziando i ruoli.
Quest’opportunità di misurarsi, in relazione alle proprie capacità e al proprio talento individuale, aumenta la forza del gruppo, perché ciascun studente pur nei diversi incarichi (drammaturgo, scenografo, costumista, ballerino, cantante, presentatore, addetto alle pubbliche relazioni, fotografo, addetto alla progettazione delle locandine e dei programmi di sala, addetto all’ ufficio stampa, etc.) si sente responsabile, parte integrante e importante ai fini della realizzazione del prodotto finale, riesce a mettere la propria anima in azione riuscendo anche ad insegnare, a chi vorrebbe avere il suo talento, le basi per iniziare a coltivare la propria passione.
Nel gruppo si diventa spettatori-attori, si offre la propria capacità all’altro, realizzando un qualcosa che appartiene a tutti; è un attività libera che fa circolare energie positive e consente di poter raggiungere meglio i fini dell’apprendimento, della maturazione, del senso di sicurezza, dell’autostima, favorendo il nascere di amicizie, alleanze e solidarietà.
La sua funzione è quella di far sì che ci si senta tutti uguali, perché tutti indispensabilmente e potenzialmente siamo in grado di “esternare” la nostra passione.
 
 
 
 

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