Tra pochi giorni comincia il nuovo anno scolastico. Alunni, insegnanti, genitori  affrontano un percorso comune di dialogo e cooperazione.

Diversi sono i fattori che consentono il ben-essere scolastico. In primo luogo, da non sottovalutare, è l’ambiente in cui si svolgono le attività scolastiche: lo spazio personale, l’esposizione alla luce, un arredo consono e funzionale che offra a tutti libertà di movimento e di relazione.

Ci sono leggi che stabiliscono proprio la grandezza di ogni aula in proporzione al numero di alunni che la accolgono; spesso sappiamo che queste norme non vengono rispettate e che le aule si riempiono oltre il limite consentito.

Oltre l’aspetto strutturale stare bene a scuola dipende da altri fattori relativi ai rapporti tra alunni e insegnanti ed alunni e il gruppo classe.

Non dimentichiamo che ogni alunno, ogni insegnante ha una sua personalità, un proprio modo di comunicare e interagire.

Spesso i ragazzi vivono problematiche familiari che incidono fortemente sul loro comportamento, l’atteggiamento ansioso o disinteressato dei genitori mette in luce un disagio che non sempre l’insegnante riesce a cogliere per poter intervenire in modo adeguato.

Per questo motivo è importante avere frequenti colloqui con i genitori per capire e interpretare disinteresse, aggressività verbale o fisica che i ragazzi manifestano in classe.

L’impegno e il profitto non nascono e si sviluppano se non sono supportati da interesse, motivazione, desiderio di apprendere.

Queste abilità che poi si traducono in effettive competenze hanno bisogno di sollecitazioni e gratificazioni da parte degli adulti.

I ragazzi spesso fanno fatica a riconoscere le loro capacità cognitive perché poco abituati ad apprezzarle nella quotidianità.

Genitori assenti o qualitativamente poco presenti per mancanza di tempo, l’uso eccessivo di televisione e videogiochi, allontanano i ragazzi dal mondo reale, dalla comunicazione  che è uno strumento di crescita personale insostituibile perché esprime emozioni, sentimenti e la soggettività di un proprio modo di essere.

E proprio su questo obiettivo bisogna lavorare insieme insegnando che stare bene a scuola significa soprattutto collaborare e impegnare le risorse personali per migliorare se stessi e di conseguenza l’intera collettività.

Secondo Kurt Lewin il gruppo classe si costituisce quando esiste:  una interazione strutturata da modelli ( regole comportamentali e struttura del tempo e dello spazio),  il senso di appartenenza e di identità in relazione ai ruoli e agli obiettivi prefissati.
 

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