Un perdita è sempre un perdita ed il dolore che ne consegue una risposta normale, fisiologica, anche quando a non esserci più è un animale.

Molto spesso l’animale è considerato un membro della famiglia, e la sua perdita è intensamente dolorosa.

Dobbiamo ricordarsi che in alcuni casi può rappresentare la principale compagnia.
Pensiamo ad un coniuge rimasto solo, ad una coppia sterile, a un giovane cresciuto insieme al proprio animale domestico…non così difficile immaginarne la sofferenza.
Si tratta di un dolore non sempre compreso dall’esterno.

Il dolore è in genere maggiore per le persone sole che non hanno nessuno con cui condividere i propri sentimenti e per le quali l’animale era la fonte principale o unica di affetto, amicizia, compagnia.

La perdita e’ un evento che obbliga l’individuo a riadattassi all’ambiente esterno e a trovare nuovi equilibri interni.
Numerosi sono i sintomi del dolore fra cui rabbia, sensori colpa, tendenza al pianto, ansia, dolori, inappetenza, aumento di peso, disturbi del sonno, sensazione che ciò che sta accadendo intorno non sia reale, confusione, irrequietezza e irritabilità, tristezza, stanchezza, difficoltà di concentrazione, impressione di rivedere o risentire l’animale morto.

Quando si affronta una perdita è normale provare sensazioni diverse in momenti diversi, vedendo susseguirsi shock, negazione, rabbia, colpa, tristezza e accettazione.

Un lutto elaborato, con il passare del tempo, lascia spazio all’adattamento e al ritrovamento di voglia di fare, desideri e speranze. Un lutto difficoltoso può invece condurre a tristezza eccessiva, depressione, isolamento sociale. E’ importante non sottovalutare i sintomi, e superati 6 mesi chiedere aiuto ad uno specialista.
 

Le fasi del lutto

Nelle prime ore o giorni dopo la perdita ci possiamo sentire scioccati, intorpiditi e confusi. Possiamo non riuscire a ricordare quello che dice la gente. Potremmo pensare e agire come se la perdita non si fosse verificata. Questo stadio del lutto si chiama negazione, ed è il tentativo, conscio o inconscio, di proteggerci dal dolore della perdita.

Quando lo shock svanisce, la realtà lentamente si fa avanti, e ci troviamo ad affrontare la consapevolezza della perdita. In questa fase è normale sentirsi abbandonati e arrabbiati. Possiamo orientare la vostra rabbia verso Dio, la religione, il veterinario, i parenti, l’animale morto o anche noi stessi, sentendoci in colpa spesso senza ragione.

Dopo aver attraversato una fase di rabbia e negazione, è normale fingere che le cose siano come una volta. Ã? possibile ripensare in continuazione all’animale morto, rievocando i ricordi più e più volte nella mente. Si può anche sentire la presenza dell’animale perduto, pensare di vederlo, o credere di sentire la sua voce. Potremmo ritrovarci a parlare con lui, come se fosse presente. Quando iniziamo a capire che l’animale amato è perduto per sempre e non tornerà, cominciamo a sentire il pieno impatto della perdita. Questi sentimenti possono spaventarci per la loro intensità, facendoci sentire sul punto di perdere il controllo. Il dolore che proviamo è purtroppo inevitabile e il tentativo di sopprimerlo può portare a sintomi fisici di malessere e ritardare il suo superamento.

Quando si inizia a realizzare il pieno impatto della perdita possiamo sentirci depressi e disperati, o anche in colpa. Possiamo pensare cose del tipo “se solo avessi fatto o non fatto questo o quello” o “perché proprio a me?” Può capitare piangere senza motivo apparente. Questa è la fase più dolorosa della guarigione, ma non dura per sempre. Ã? solo con la piena accettazione e la consapevolezza della perdita e della sua irreversibilità che può iniziare il processo di recupero. Nel lutto normale, il dolore e la depressione si attenueranno con il tempo.

Pian piano iniziamo a vedere piccoli segni di miglioramento. Ad esempio, troviamo un po’ più facile alzarci la mattina, o proviamo qualche sprazzo di energia o un po’ di interesse per qualche nuova attività. Questo è il momento in cui iniziamo a riorganizzare la nostra vita intorno alla perdita. Ã? probabile che i ricordi della bestiola amata rimangano con noi per tutta la vita, e a volte, anche anni dopo la sua morte, possiamo sentire una fitta di dolore quando pensiamo all’animale così importante per noi. Quando questo accade, dobbiamo ricordare a noi stessi che è una parte normale del processo di lutto e di guarigione. Dobbiamo concedere a noi stessi di provare queste sensazioni, senza tentare di negarle o reprimerle.
 

Suggerimenti su come affrontare una perdita

Parlare di come ci sentiamo con qualcuno che possa capirci ed ascoltarci senza giudicarci.

Cercare di tenere il passo con le attività giornaliere in modo da non sentirci sopraffatti.

Cercare di dormire a sufficienza, mangiare in modo equilibrato e fare esercizio fisico regolare.

Evitare l’alcol. L’alcol può farci sentire più depressi.

Tornare alla normale routine appena ci sentiamo pronti.

Evitare di prendere subito decisioni importanti.

Permettere a noi stessi di soffrire – di piangere, di sentirci storditi, di essere arrabbiati o di provare qualunque sentimento stiamo provando, senza sentirci imbarazzati, inadeguati o in colpa per ciò che sentiamo.

Chiedere aiuto in caso di necessità.

L’ultima fase di accettazione di una perdita è quando iniziamo a reinvestire in altre attività o ci sentiamo pronti ad adottare un altro animale. Durante questo periodo, è normale provare un senso di colpa nei confronti dell’animale perduto per il fatto che siamo pronti ad andare avanti. E’ anche normale rivivere dei sentimenti di dolore e di perdita in momenti o circostanze che ricordano l’animale amato.

La maggior parte delle persone inizia a sentirsi meglio in 6 – 8 settimane. L’intero processo può durare alcuni mesi o addirittura anni. Ogni persona reagisce in modo diverso.

Se in qualsiasi momento ci sentiamo in difficoltà, non dobbiamo esitare a chiedere aiuto a persone che possono comprendere ciò che proviamo: amici, familiari, un consulente o un terapeuta, gruppi di sostegno o il medico di famiglia.

Ã? importante parlare con il medico di famiglia se abbiamo forti problemi a mangiare, dormire o concentrarci dopo le prime due settimane dal lutto. Questi possono essere segni di depressione, e il medico ci può aiutare ad affrontare la depressione in modo che possiamo iniziare a sentirci meglio.
 

Consigli per chi deve aiutare una persona che soffre per una perdita
 

Non si può annullare il dolore di chi sta soffrendo, ma la vicinanza e la comprensione possono dare un aiuto grandissimo. Spesso è sufficiente offrirsi di ascoltare, e incoraggiare l’altra persona ad aprirsi e a parlare di ciò che prova, senza esprimere giudizi negativi o critiche. Vi sono degli errori da evitare:

Non utilizzare frasi fatte come “il tempo guarisce ogni ferita.” Il loro utilizzo tende a far sopprimere, piuttosto che esprimere, il dolore.

Non paragonare la perdita subìta a quella di qualcun un altro. I confronti sono tentativi di minimizzare l’impatto della perdita e implicano che la perdita non era poi così grave come viene in realtà avvertita. Invece parlare apertamente delle nostre perdite e del dolore provato mostra empatia e non è considerato un confronto in questa situazione. Ã? tuttavia importante concentrarci principalmente sulla perdita di chi stiamo consolando.

Non si deve incoraggiare chi soffre a tenere la mente occupata per eludere il dolore. Ã? necessario restare soli con il dolore e provarlo in tutta la sua intensità per poterlo superare. La negazione non fa che ritardare il processo di guarigione e lascia conflitti irrisolti, che possono manifestarsi più avanti nel tempo.

Non si devono prediche, paternali o discorsi spiritosi a chi si sente triste. Il dolore è un processo che richiede tempo per essere completato. Chi soffre ha bisogno di tempo, pazienza e comprensione.

Non suggerite di sostituire la compagnia persa e non esortate ad andare avanti con la vita come se non fosse successo nulla. La maggior parte delle persone che hanno affrontato una perdita vede questo consiglio come insensibile e sono profondamente offese dal sottinteso che un altro animale potrebbe prendere il posto di quello amato che è morto, o che la sua morte sia un evento poco importante.

 

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