Kurt Lewin definisce le caratteristiche di un gruppo esaminando il contesto spaziale e temporale in cui esso si forma, il senso di appartenenza e di identità ai quali i membri si uniformano.

Questi parametri tuttavia sono riferibili non solo alle comunità scolastiche ma anche a nuclei collettivi che interagiscono individualmente in un determinato contesto come ad esempio l’ambiente di lavoro.

Le dinamiche per la costituzione del gruppo-classe non sono lineari perché subentrano processi che possono rallentare o rimettere in gioco gli obiettivi che ne determinano la sua composizione.

Alla iniziale fase di esplorazione e socializzazione in cui gli alunni si conoscono e cominciano a stabilire rapporti preferenziali con altri compagni subentra un meccanismo di aggregazione attorno ai ruoli che ogni elemento della classe assume ( leader positivo o negativo a livello comportamentale o didattico).

Nella definizione dei ruoli si verificano quasi sempre i conflitti che non devono essere considerati fenomeni negativi ma una naturale evoluzione e ridefinizione delle funzioni assunte all’interno del gruppo.

Per superare i conflitti è necessario negoziare cioè trovare il punto di incontro in cui le norme e i valori condivisi acquistano un significato di valore per ognuno.

Poiché il gruppo classe è quasi sempre eterogeneo il passaggio seguente, cioè la focalizzazione sul compito richiede molto tempo perché le finalità da raggiungere sono di tipo relazionale, cognitivo e didattico.

Nel raggiungimento di questi obiettivi l’orientamento della strutturazione del gruppo può essere di tipo collettivista o individualista.

Nel primo caso la centralità e la convergenza sul compito ( integrazione, socializzazione e sviluppo delle capacità cognitive) consente la crescita culturale e personale di ogni alunno; nel secondo caso la prevalenza dell’impronta individualista fa emergere competizione tra i pari ( frammentazione della classe in sottogruppi e presenza di più leadership a cui fare riferimento).
 
 
 
 
 

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