Molto spesso il bambino manifesta un comportamento ansioso per paura del cambiamento, le sue “prove” scolastiche sono negative non per mancanza di capacità personali ma per un senso di inadeguatezza rispetto alle consegne che gli vengono date .

Secondo lo psicologo francese Pierre Janet il principio del cambiamento implica, per via del rischio stesso che si corre, il fatto di frenare, con la conseguenza di immobilizzare il soggetto.

L?ansia scolare si collega quasi sempre alle richieste familiari che diventano pressanti quando al ragazzo viene richiesto un resoconto giornaliero del suo comportamento e rendimento.

Le domande dei genitori evidenziano anch’esse una componente ansiogena che viene inconsciamente trasmessa al figlio.

L?atteggiamento di controllo e di supervisione degli adulti, insegnanti e genitori, genera un ?blocco? delle prestazioni e notevoli difficoltà a organizzare autonomamente il lavoro scolastico.

A questa situazione concorre anche il clima della classe che può risultare caotico e disgregante se ci sono altre  problematiche individuali rilevanti sul piano caratteriale.

Il sentimento di ansia nasce occasionalmente ma può legarsi alla personalità del soggetto mediante un circolo vizioso da cui non è facile uscire.

Esiste una “ambivalenza” dell’atteggiamento ansiogeno che si evidenzia in due diversi aspetti : il contesto oggettivo in cui si agisce e che può fungere da componente attrattiva e il suo risvolto soggettivo che genera paura.

Come segnalano alcune ricerche  l?identificazione del soggetto in un personaggio coraggioso nella visione di un film o nella  simulazione del gioco mette in rilievo l?ambivalenza dell?ansia : il desiderio di esporsi a tutti i costi ma anche il pericolo di essere sopraffatto dagli eventi.

Annunci