Nell’era digitale le macchine hanno sostituito l’uomo, informazioni e procedimenti vengono affidati ai computer che conservano i dati e li trasmettono all’occorrenza in brevissimo tempo. Le tecniche di memorizzazione sembrano appartenere a un mondo lontanissimo e anacronistico; oggi non si imparano più le poesie a memoria né la mente viene esercitata a ricordare autonomamente. La tecnica di memorizzazione più antica è quella dei “loci” che Cicerone attribuisce al poeta greco Simonide vissuto nel VI secolo a.c. Questa tecnica consiste nel fissare nella memoria la successione delle tappe di alcuni “percorsi”, quanto più possibile familiari. Questi “ ganci” servono per collegare, in successione, le informazioni da ricordare. I “percorsi” possono risultare dalla sequenza di negozi di una via conosciuta oppure alcuni punti scelti all’interno della propria casa. Per applicare questa tecnica sarà necessario ripassare mentalmente tutte le tappe del percorso in modo che esse risultino ben collegate in successione e quindi richiamabili rapidamente alla memoria in modo automatico. Questa è una tecnica che si basa sull’associazione e la elaborazione di immagini che servono a ricordare le informazioni. I “loci” sono appunto dei luoghi fisici, reali e per questo già radicati mentalmente che hanno il compito di inglobare e contenere, come scatole cinesi, i nomi da memorizzare. Un’altra tecnica di memoria è quella della “parola-perno” che consente di associare delle immagini, che costituiscono altrettanti “ perni” ai quali agganciare le informazioni che bisogna ricordare. Nel tempo le capacità mnemoniche si riducono a causa dell’invecchiamento che interessa tutte le cellule del corpo. Questo è un processo naturale ma può essere in qualche modo contenuto se la mente viene esercitata. Il cervello è un organo e come gli altri può essere tenuto in allenamento con attività non necessariamente impegnative come ad esempio i giochi di enigmistica. Giocare imparando è un diversivo valido a tutte le età, esso può rallentare il deterioramento dei neuroni e contribuire a migliorare lo stato di benessere individuale.

Laura Alberico

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