Ho seguito una intervista fatta al prof. Stefano Zecchi ordinario di estetica nell’università di Milano. Per cercare di comprendere il dilagare della violenza bisogna analizzare i cambiamenti radicali della società e quello che lo stesso professore chiama ” laicizzazione” dei rapporti interpersonali . Le relazioni sociali non hanno più l’impronta del valore religioso dei sentimenti ma sono ridotte a oggetti concreti e per questo, come le cose delle quali ci serviamo quotidianamente, possono essere possedute, usate e distrutte. L’educazione in ambito familiare riveste un ruolo importante e insostituibile perché offre modelli di riferimento fondamentali per lo sviluppo della personalità . Se la figura femminile ha il compito di proteggere i figli, il padre e’ colui il quale rappresenta un modello e un esempio da imitare. Purtroppo il nucleo familiare e’ attualmente molto instabile, separazioni e divorzi hanno compromesso il tessuto sociale sul quale la famiglia costruisce e alimenta i rapporti genitori-figli. I giovani sono sempre più soli e questa solitudine si amplifica quando non ci sono prospettive per il futuro e il mercato del lavoro e’ in fase di stagno. La crisi economica si aggiunge alla perdita dei valori in cui credere e tutto questo degenera in violenza che spesso si traduce in atti lesivi contro la propria vita o di quella dei familiari. Non si può certamente generalizzare rischiando di spiegare in modo semplicistico le cause della violenza, e’ certo comunque che la società sta attraversando un periodo molto critico, una fase storica in cui la resilienza cioè la capacità individuale di reagire di fronte alle avversità non sempre costituisce una efficace risorsa per poter contrastare gli eventi.

Laura Alberico

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