Il simbolo che già da qualche tempo e’ diventato una testimonianza per contrastare ogni tipo di violenza di genere rappresenta le mille facce di un fenomeno purtroppo molto diffuso.

Le donne e i bambini sono i soggetti più deboli ed esposti, sia perchè non riescono a reagire ma anche perchè non sono adeguatamente protetti.

Sentiamo dalla cronaca di molti omicidi avvenuti anche dopo denunce di stalking, quando fidanzati o mariti continuano a perseguitare le loro compagne dalle quali sono state lasciate o che soltanto hanno manifestato il desiderio di ribellarsi alle ripetute violenze fisiche e psicologiche.

Il cambiamento della società ha messo in luce gli aspetti ambivalenti della modernità e del progresso in cui i ruoli dell’uomo e della donna sembrano quasi invertiti.

Non più donne sottomesse che obbediscono ma persone che hanno il coraggio di farsi sentire; di contro la figura maschile, privata in parte del suo potere, evidenzia ancora un retaggio culturale di senso del possesso sulla donna, un sentimento che svela la fragilità dell’abbandono e che, purtroppo, si concretizza nel fatto omicidiario, estremo tentativo di possedere ciò che vedono allontanarsi per sempre dalla loro vita. La donna-oggetto rappresenta ancora il desiderio inconfessato di molti uomini e per questo le scarpe si tingono di rosso, il colore intenso dei sentimenti malati ma anche il segno indelebile di tante vite unite per sempre da un tragico destino. La prima forma di prevenzione della violenza deve e può essere sviluppata in famiglia dove l’esempio e l’educazione costituiscono sempre modelli comportamentali positivi.

Laura Alberico

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