Il termine devianza indica tutto ciò che si discosta da regole sociali condivise, queste manifestazioni a volte pongono in essere degli atti che trasgrediscono le norme di legge. La devianza minorile si sviluppa spesso in ambienti sociali carenti soprattutto dal punto di vista educativo dove non esistono modelli comportamentali positivi che possano favorire una crescita psicologica equilibrata. L’adolescenza è un periodo molto importante nella vita perché in essa si pongono le basi per lo sviluppo individuale , le relazioni interpersonali e sociali. Si parla per questo di “compiti evolutivi” proprio per mettere in evidenza il “peso” di questo processo di crescita al quale concorrono tutte le persone che vivono a stretto contatto con il minore. Il comportamento deviante può avere varie manifestazioni , dal comportamento irregolare ma non contrario alle norme a forme di disadattamento che possono diventare disturbi psico-patologici. L’ambiente in cui il minore cresce fornisce spesso modelli di riferimento negativi in cui la devianza rappresenta un valore e un modus operandi dal quale non ci si può sottrarre. In altre situazioni quando il livello economico è alto il comportamento deviante si configura come rifiuto e contrapposizione al contesto di riferimento, una sorta di sfida ai valori rappresentati dal nucleo familiare. La rieducazione consiste nel recupero della socializzazione cioè nel percorso lungo e spesso difficoltoso mediante il quale il minore deve essere aiutato e sostenuto nella progettazione e acquisizione di nuovi modelli di vita alternativi.

Laura Alberico

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