Gestire i bambini a tavola non è sempre facile.

I genitori lamentano spesso una alimentazione selettiva che rende difficile la somministrazione dei pasti e l’introduzione di cibi particolari.

Inoltre tende a crescere il dato sull’obesità infantile; un bambino su tre all’età di 8 anni è grasso o in sovrappeso.

I bambini e gli adolescenti italiani detengono il primato europeo per l’obesità.

Quali spiegazioni e queli abitudini alimentari possono giustificare queste tendenze?

E’ di facile intuizione che il modello genitoriale influisca sensibilmente nell’uso del cibo, un uso che può essere consolatorio, selettivo, punitivo, premiante, eccessivo.

Se i genitori sono obesi, il rischio nei figli aumenta sino all’80%.
Se i genitori non assumono alcuni alimenti, difficilmente li favoriranno nella alimentazione del figlio.

Assume quindi un ruolo importante l’educazione alimentare proposta dai genitori, il modello a cui viene esposto un figlio.

E’ importantissimo che il cibo non sia utilizzato come mezzo di pressione, obbligando il bambino a ingerire a forza “mangia tutto o non ti alzi fino a che non hai finito”;questo infatti favorisce una associazione negativa fra il momento del pasto e lo stato emotivo conseguente il rischio di punizione, inibendo un approccio sereno e funzionale al cibo.

E’ poi importante che il cibo non assuma il ruolo della ricompensa o della consolazione “se fai il bravo ti compro le patatine”; questo implicherà il rischio in età adolescenziale ed adulta di eccedere nell’uso del cibo a scopo lenitivo contro le emozioni negative queli la tristezza, la rabbia, la vergogna, la frustazione, la delusione, promuovendo obesità e disturbi alimentari.

Secondo uno studio dell’Università dell’Illinois, se il bambino non riceve coccole ed attenzioni nel momento del bisogno, per rassicurarsi, sarà maggiormente a rischio di obesità. Lo studio evidenzia chiaramente quanto cibo venga usato al posto delle attenzioni genitoriali per consolare i bambini sotto stress, quando piangono etc.

Inoltre il cibo non può essere un castigo o una minaccia “fila a letto senza cena”, in quanto una corretta educazione alimentare prevede momenti regolari per mangiare, ed il cibo è un alleato importante della crescita.

Si ricorda la disfunzionalità del cenare davanti alla tv, questo non consente di percepire e monitorare adeguatamente la quantità di cibo introdotta, aumentando i livelli del senso di sazietà, ed abituando ad una scarsa capacità degustativa. Ecco che cibo di scarsa qualità a basso costo in grandi quantità può fare compagnia durante la isione del programma preferito.

Ciò che l’adulto vive serenamente ed in modo funzionale viene parimenti vissuto dai figli.

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