Ecco una delle nuove tendenze giovanili su cui vale la pena di riflettere.

I socialnetwork come Facebook non bastano più.
I giovani non hanno più solo il desiderio di stare in contatto con gli amici, ma amano sempre più affidarsi alla casualità.

Esistono alcune applicazioni per smarphone che consentono di scambiare foto o conversare con sconosciuti.
Contatti estemporanei che nulla hanno a che vedere con il bisogno di vicinanza fra amici.

Wechat per esempio è una app che consente, grazie alla funzione Shake,  di scuotere lo smartphone e connettersi con persone vicine geograficamente che in quel momento hanno fatto “Shake”.
Consente inoltre di condividere anonimanente i nostri pensieri, le nostre immagini o la nostra voce con qualcuno nel mondo.

Ancora più casuale è Rando, una app di photo sharing. Le foto scattate, tonde, vengono condivise a caso sul telefono di un’altra persona, non nota, che risponderà con altra foto.
Scambi fra sconosciuti come se spiati dal tondo di una serratura con evidente desiderio vouyeuristico.

Divertente? Che bisogno muove? Che rischi?

I giovani appaiono incuriositi da questa tendenza, in particolare i nuovi adolescenti, sempre più spinti all’eccesso, al superamento dei limiti. Mi pare che il noto bisogno di appartenenza e di affiliazione sia ormai superato. Non più un accoglimento all’interno di un ristretto e prescelto gruppo di pari. La tendenza odierna è sentirsi vicino a tutti…vicino a nessuno, connessi on line, soli in casa.

Una versione grandiosa del bisogno di riconoscimento e vicinanza, nota più comunemente come amicizia.

I rischi sono evidenti sia per quanto concerne l’uso che tali sconosciuti potrebbero fare di questo materiale, sia per la percezione frustante e depressiva dell’essere poi realmente soli.

Come proteggere un minore da questi strumenti? I bambini di oggi maneggiano smartphone e applicazioni meglio degli adulti chiamati al loro controllo.
Le manie di grandezza nella storia non hanno mai portato risultati stabili e vincenti e credo che lo stesso possa accadere a livello emotivo e psicologico.

Pensare di sentirsi parte del mondo quando non si conoscono i riferimenti e le risorse del proprio terriotrio, non si conosce il nome del ragazzo che ci vive accanto, non si esce di casa è sinistro e di breve durata.

 

 

 

 

 

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