L’attaccamento può essere definito come “la propensione a cercare la vicinanza protettiva di un membro della propria specie quando si è vulnerabili ai pericoli per fatica, dolore, impotenza o malattia.” (J. Bowlby, 1969)
Questa propensione è una componente fondamentale della natura umana, che ha importanti funzioni biologiche, in particolare quella di garantire la sopravvivenza dell’individuo e della specie, facilitando l’adattamento all’ambiente.
Intorno agli 8/9 mesi in genere il bambino identifica tra le persone che si prendono cura di lui una più importante e significativa: è la figura di attaccamento. Anche altre figure possono essere selezionate dal bambino in quanto capaci di dare conforto: sono le figure di attaccamento secondarie.
CARATTERISTICHE DELLA RELAZIONE DI ATTACCAMENTO
1) ricerca della vicinanza
2) il comportamento rifugio sicuro (il ritirarsi presso la figura di attaccamento di fronte alla percezione di una minaccia)
3) la protesta alla separazione quando le separazioni non sono volute
4) il comportamento “base sicura” (la libera esplorazione in presenza di una figura di attaccamento)

SENSIBILITÀ E RESPONSIVITÀ MATERNE
-percezione accurata dei segnali espliciti e delle comunicazioni implicite del b.
-interpretazione accurata dei segnali percepiti
-sintonizzazione affettiva (condivisione empatica)
-risposta comportamentale:
A. prontezza
B. appropriatezza: tipo di risposta, livello di risposta (intensità), completezza della risposta costanza (prevedibilità)
STORIA
La teoria dell’attaccamento può essere considerata come il risultato di un lungo percorso di studi da parte di L. Bowlby, il quale constatò come le vicende reali con le figure di accudimento, possano essere fattori di rischio o di protezione sottolineando i possibili rischi derivanti da separazioni non necessarie dei bambini con i genitori.
Tali risultati derivano da:
• esperienze infantili personali:
Bowlby venne accudito da diverse bambinaie che, alternandosi, hanno causato dolore per la separazione (da una in particolare).
• esperienze di volontariato in una scuola per ragazzi disadattati: nei diversi ragazzi Bowlby evidenzia un collegamento tra deprivazione delle cure materne nell’infanzia e incapacità di creare legami affettivi in età più tarda. e, come conseguenza di ciò, mancanza di emozioni, indifferenza per gli altri e per gli effetti delle loro azioni.
• studi etologici:
Sottolineano l’importanza di stare con una figura presente, curante e costante.
Tra gli studi etologici di importanza rilevante sono gli studi di Lorenz sull’imprinting e quelli di Harlow sul bisogno di contatto.

TIPOLOGIE DI ATTACCAMENTO
Una prima classificazione degli stili di attaccamento è stata formulata da Mary Ainsworth attraverso la Strange Situation (1978), un’ innovativa tecnica di osservazione della relazione madre-bambino, nella quale il bambino viene esposto a una sequenza di brevi (circa 3 minuti ciascuno) episodi di separazione e riunione con sua madre in un ambiente confortevole, ma estraneo.
Sono stati così identificati due principali tipi di attaccamento che dipendono dagli atteggiamenti materni:
1. Attaccamento sicuro: Se la figura di attaccamento é sensibile e responsiva, in grado di dare conforto e rassicurazione in modo sintonico con i bisogni del bambino, questo svilupperà un attaccamento sicuro. Avrà di sé un’immagine come persona degna di essere amata, percepirà gli altri e il mondo come affidabili, sarà in grado di esplorare l’ambiente sapendo di poter tornare, all’occorrenza, alla sua base sicura.
2. Attaccamento insicuro: Se la figura di attaccamento è lontana, accessibile in maniera intermittente, scarsamente in grado di capire e o sintonizzarsi con bisogni, rassicurare, dare conforto. Un bambino insicuro può essere:
• evitante: impara che l’espressione di un bisogno provoca distanziamento, quindi sopprime le emozioni e fa conto solo su di sé, immaginandosi un mondo ostile. Può anche essere ostile e aggressivo lui stesso.
• ambivalente: impara che le risposte della figura di attaccamento sono imprevedibili, quindi tende ad amplificare la propria espressione emotiva, sviluppa un senso di sé come vulnerabile e bisognoso e vede gli altri come inaffidabili e imprevedibili. Può apparire sotto stress e impegnato sempre a verificare la disponibilità degli altri nei suoi confronti
• disorganizzato: ha avuto esperienza di una figura di attaccamento spaventata da traumi irrisolti, oppure minacciosa, spaventante. I bambini disorganizzati diventano portatori di comportamenti contradditori, in rapida sequenza. Ritirati o vicini a tutti, prepotenti o seduttivi, eccessivamente autonomi o dipendenti.

Una volta acquisito, ciascun tipo di attaccamento, rimane stabile nel tempo e si riflette nella costruzione di schemi cognitivi ed affettivi in grado di regolare aspetti diversi del comportamento.
Tali pattern rivelano:
1) capacità, da parte dei bambini, di essere guidati da anticipazioni su come risponderebbe la figura di attaccamento alle loro richieste di conforto
2) coordinazione delle risposte fisiologiche, emotive cognitive e comportamentali
3) strategie adattative, che hanno contribuito alla sopravvivenza di chi li metteva in atto. Si tratta di pressioni selettive che hanno fatto sì che i bambini siano in grado di mettere in atto le strategie più adeguate allo stile di caregiving di cui hanno fatto esperienza.
Le conoscenze derivate dal rapporto fra il sistema di attaccamento del bambino e il sistema di accudimento del genitore vengono progressivamente inglobate in schemi cognitivi, gli “internal working model” (modelli operativi interni) , insiemi di memorie e aspettative riguardanti il sé del bambino e gli atteggiamenti dei genitori in risposta alle richieste di vicinanza. Tali modelli influenzano il modo di porsi nelle relazioni successive (con i coetanei, con il partner, con i figli)

I rapporti di attaccamento:
• aiutano il bambino ad organizzare le sue esperienze
• influenzano profondamente lo sviluppo dei suoi circuiti neuronali,
• hanno effetti diretti sulla maturazione delle attività cerebrali che mediano processi mentali fondamentali:
-memoria
-narrativa autobiografica
-emozioni
-rappresentazioni
-stati della mente

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