“Do you dare to dream?”: osi sognare? Che rapporto abbiamo con i nostri sogni? Quanto ci concediamo di sognare? Siamo aperti al nuovo e all’incertezza che inevitabilmente porta con se o preferiamo rimanere nella nostra zona di comfort?

Iniziamo da alcune definizioni: cosa è la zona di comfort?

La zona di comfort è il nostro spazio quotidiano. È il traffico di ogni mattina, i nostri cibi preferiti, la nostra routine: siamo nella  zona di comfort quando ci muoviamo sentendo di avere tutto sotto controllo, quando le cose ci sono familiari a prescindere se siano piacevoli o spiacevoli, quando possiamo operare con il pilota automativco inserito. 

“Le barche nel porto sono al sicuro, ma non per questo sono state costruite” (William G.T. Shedd): la zona di comfort rappresenta uno spazio di certezza nella vastità delle possibilità dell’esperienza umana.

Restare all’interno della zona di comfort è necessario e naturale, per tutti. Nel video però ci viene chiesto: osi sognare? 

Per potrelo fare è essenziale assumersi il “rischio” di uscire dalla zona di comfort, con l’obiettivo a lungo termine di espandere la zona di comfort stessa.

Rimanervi all’interno potrebbe garantire una certa sicurezza ma rappresenterebbe anche una limitazione: come potremmo fare nuove scoperte? Come potremmo imparare cose nuove?

Questo videoci fornisce qualche spunto di riflessione su come potremmo “prenderci il rischio di sognare”.

Buona visione!

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Per vedere il video cliccate sul link qui sotto:

http://youtu.be/K1so9x3xS4Y

 

Thanks to Inknowation per il video e “dolce vita team – jaodicvladimir@gmail.com” per i sottotitoli in italiano.

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