maestra

Diversi studi hanno valutato l’influenza positiva della sensibilità dell’ insegnante, o dell’educatrice, nel rapporto con bambini insicuri dimostrando quanto, questa, sia importante per attenuare comportamenti negativi quali quello aggressivo.
Questo può indicare che è proprio la relazione affettiva diadica tra un bambino e l’insegnante che influenza la regolazione del comportamento e che la vicinanza insegnante-bambino può avere particolare valore come fattore protettivo, che influisce sulla regolazione del comportamento dei bambini in presenza di eventuali fattori di rischio.
Sebbene la figura materna sia stata considerata per molto tempo l’unica figura di attaccamento, anche altre figure che si occupano della crescita del bambino, che si prendono cura di lui, che sono figure costanti e che investono emotivamente sul piccolo, possono diventare figure di attaccamento.
L’educatrice di un asilo nido, infatti, ad esempio, trascorre gran parte della giornata con il bambino prendendosi cura dei suoi bisogni sia fisici che emotivi e assumendo, quindi, un ruolo molto simile a quello genitoriale.
Così come avviene per la relazione madre-bambino, anche la qualità della relazione educatrice -bambino è dipendente dalla capacità di quest’ultima di cogliere i segnali e di rispondere adeguatamente ai bisogni emotivi di questo.
Il legame di attaccamento con l’insegnante è quindi indipendente da quello stabilito con le altre figure significative e in particolare con quello stabilito con la madre.
Ciò è molto significativo perché vi è la possibilità, per l’educatrice, di rappresentare una figura adulta alternativa alla madre, qualora quest’ultima non sia stata adeguata nel prendersi cura del bambino. Il piccolo può quindi costruire una rappresentazione positiva di sé proprio a partire dalle esperienze che quotidianamente vive con l’educatrice di riferimento.
Particolarmente rilevante dovrà essere il ruolo dell’educatrice nella fase dell’inserimento al nido, in quanto evento stressante per il bambino che, spesso, per la prima volta si trova in un nuovo contesto senza la presenza della madre.
Una funzione importante, quindi, svolta dall’educatrice, sarà quella di fornire conforto al bambino, permettendogli di gestire più facilmente il distacco con la figura genitoriale. L’arrivo al nido costituirà sempre un momento stressante per il lui, anche quando l’ambiente sarà diventato famigliare.
La prospettiva teorica dell’attaccamento può, quindi, contribuire alla costruzione di percorsi educativi sempre più adeguati alle esigenze di sviluppo dei piccoli.
In particolare, l’individuazione dei fattori che contribuiscono a costruire relazioni affettive significative tra il bambino e la sua educatrice di riferimento, stimola l’individuazione delle condizioni che possono favorire comportamenti sensibili da parte di quest’ultima, predittrici di una buona qualità della relazione di attaccamento.

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