alice 

La noia è uno stato di disagio abbastanza difficile da definire: percepiamo un malessere che faticosamente riusciamo a descrivere, un disagio a cui vogliamo mettere fine ma difficilmente sappiamo come. Ci si sente come sospesi, svogliati e la percezione del tempo si altera dandoci l’impressione che trascorra con fatica e lentezza.

Come tutte le emozioni, anche la noia ha una funzione e la proviamo per un motivo specifico, non è di per sé quindi un’emozione negativa. La nostra mente è alla continua ricerca di stimoli per aumentare la nostra conoscenza (vitale per il nostro adattamento), e nei momenti in cui il nostro sistema cognitivo si trova sprovvisto di stimoli nuovi ci segnala attraverso la noia che l’acquisizione di nuove conoscenze è a rischio.

Nonostante la loro curiosità e vitalità, anche i bambini sperimentano momenti di noia che spesso il genitore non sa come fronteggiare o si sente in dovere di gestire per porre fine al disagio del bambino. Questo disagio può manifestarsi per esempio attraverso un capriccio, una vaga lamentela o un senso di insoddisfazione di cui è difficile individuare la causa.

È importante aiutare il bambino ad identificare la noia come un’emozione e facilitare il suo riconoscimento, altrettanto importante è non adoperarsi per riempire il vuoto che il bambino prova sostituendosi a lui nella ricerca di un’attività da svolgere ma aiutarlo ad esplorare i suoi desideri e i suoi interessi. In questo modo si trasforma una situazione di disagio in un’opportunità di apprendere, provare nuove emozioni, stimolare la fantasia.

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