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Cosa accade in una coppia quando diventa una “coppia genitoriale”? Dopo il concepimento, la gravidanza rappresenta una fase di preparazione psicologica per i genitori, durante la quale il sistema coppia va ridefinendosi e le rappresentazione di e di con l’altro dei due membri della coppia vanno in contro ad una importante perturbazione.

 

Si presenta dunque una fase identificata come critica: se si considera il concetto di “crisi” ( dal greco Krísis che tiene a Krino,  e fig. separo (v. Cernere) – Momento che separa una maniera di essere o una serie di fenomeni da altra differente[1]) senza attribuirvi unicamente una connotazione negativa,  si può comprendere con facilità quanto l’attesa e l’arrivo di un figlio possano rappresentare una fase di ridefinizione del sé e dell’identità di coppia carica di emozioni di polarità opposte.

 

Ogni transizione evolutiva è caratterizzata,  consciamente o tacitamente, da obiettivi e aspettative che potrebbero essere disattesi; se eccessivo il gap tra le aspettative e la realtà potrebbe rappresentare qualcosa di difficilmente elaborabile all’interno della nuova coppia genitoriale; alcune ricerche, per esempio, hanno evidenziato come la ridefinizione dell’equilibrio di coppia sembra basarsi principalmente sulla soddisfazione dell’aspettativa relativa al supporto offerto dal partner. La capacità dei partner di gestire le nuove responsabilità e le relative soddisfazioni dopo la nascita di un figlio può quindi rappresentare anche un’occasione di crescita e di rafforzamento del legame di coppia.

 

I compiti di sviluppo che caratterizzano il sistema coppia attraverso la transizione alla genitorialità, dal punto di vista affettivo, sono rappresentati in primo luogo dalla capacità dei due membri di integrare la dimensione genitoriale con quella di coppia, per costruire una nuova identità di coppia[2]. Inoltre, la crescita di un figlio, richiede di ridefinire gli obbiettivi di coppia man mano che il figlio cresce. Diventare una coppia di genitori vuol dire poi affrontare un salto generazionale e transitare dall’essere fruitori di cure a caregiver (e quindi datori di cure), prendendosi carico di una nuovo tipo di responsabilità e riconoscendola all’altro membro della coppia[3].

 

Di fronte a questi importanti cambiamenti risulta importante la possibilità  di esprimere apertamente le proprie emozioni, i propri dubbi, le proprie riflessioni, di qualunque genere esse siano, al fine di poter elaborare e affrontare qualunque tipo di difficoltà, chiedendo aiuto anche ad un esperto se necessario.

 

 

 


[2]  E. Scabini, R. Iafrate, Psicologia dei legami familiari, Il Mulino, Bologna 2003

[3] Ibidem

 

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