La didattica dell’insegnamento ha subito, nel corso del tempo, dei cambiamenti sostanziali, ponendo al centro del processo educativo l’alunno.

pdp

Diversi anni fa insegnare significava trasferire informazioni ex-cattedra, non esisteva, o meglio veniva poco considerata, una metodologia capace di rendere le lezioni motivanti e costruttive.

Le attività didattiche erano svolte seguendo i criteri rigidi della programmazione, non considerando l’eterogeneità del bagaglio culturale di ciascun alunno.

Le riforme ministeriali hanno messo in evidenza che il rapporto insegnamento- apprendimento e’ basato su quattro punti nodali: obiettivi, metodi, contenuti e valutazione.

Questi parametri sono molto importanti considerando che la programmazione curricolare non possiede uno standard applicativo ma deve basarsi sulla situazione di partenza di ogni alunno, considerando i propri limiti e potenzialità.

Per questo motivo si parla di insegnamento individualizzato o personalizzato con particolare riferimento alle situazioni di difficoltà cognitive che richiedono un P.D.P.

In relazione a questi alunni, molti dei quali evidenziano disturbi specifici di apprendimento ( D.S.A) i percorsi didattici hanno bisogno di essere semplificati prevedendo l’utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi.

La didattica personalizzata pone al centro del processo educativo l’alunno verso il quale saranno formulati obiettivi minimi sulla base della diagnosi funzionale stilata dalla A.S.L.

La valutazione consentirà di monitorare il processo di apprendimento mettendo in evidenza le dinamiche del dialogo educativo e i progressi rilevati rispetto ai livelli di partenza.

Annunci