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Esiste una lunga cultura pedagogica che insegna al bambino una precoce autonomia e libertà nelle sue azioni. Il metodo Montessori fissa i suoi principi ispiratori nella libertà e spontaneità che guida il bambino verso l’autorealizzazione. Egli svolge le sue attività in un ambiente appropriato e consono alle sue esigenze perché tutti gli oggetti sono proporzionati alla sua statura, funzionali all’uso e alla manipolazione. Il dottor B. Spock pubblico’ un libro che in breve tempo rivoluziono’ le idee dell’epoca insegnando che il canale privilegiato per l’educazione era il permissivismo. Entrambi i metodi pedagogici ebbero diverse critiche perché l’eccessiva libertà e spontaneità concessa al bambino in fase di crescita può creare un accentuato egocentrismo, l’affermazione incondizionata della propria volontà e personalità. Se le cure genitoriali sono troppo protettive e permissive il bambino impara che tutto gli è dovuto, che i desideri non hanno limiti e condizioni. I divieti aiutano a crescere se non sono impartiti in modo esagerato e soprattutto vengono spiegati con calma ed equilibrio, comunicando con l’espressione del volto e l’autorevolezza necessaria il motivo del divieto. Gli errori più frequenti si riscontrano quando non esiste la “coerenza” educativa, quando cioè il genitore nega il consenso al figlio ma subito dopo “cede” alle sue insistenti richieste, magari sorridendo o dichiarando apertamente la sua debolezza e impotenza. Difficile si ma non impossibile.

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