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Ecco una nuova moda, ed ecco nuovi interrogativi.

Gli esperti denunciano preoccupazione per la nuova moda del “selfie”, ovvero lo scattare autoscatti poi diffusi via web.

In particolare preoccupa la “selfite” perché riguarda giovanissimi ed adolescenti che pare arrivino ad utilizzare fino a 10 ore al giorno per fare scatti fotografici e per trovare fra questi quella più interessante, o meglio, appetibile.

Significa una astensione dai compiti di sviluppo e dalle relazioni concrete ed un eccessivo investimento in una azione auto celebrativa, in una fase di vita in cui spesso i giovani sentono lo scarto pesante fra ciò che sono e ciò che vorrebbero essere.

Il termine “selfite” è stato introdotto nel dizionario di Oxford.
Secondo l’American Psychiatric Association sarebbe un fenomeno che nasconde insicurezza, scarsa autostima.

Ci sono ragazzi che arrivano a pubblicare fino a sei scatti al giorno, lasciando intendere quanto tempo sia stato dedicato a questa attività, magari anche in contesti impropri come scuola, bagno e momenti di intimità, aprendo le porte all’esibizionismo.

Giovani istrionici, presi dalla preoccupazione di apparire e di apparire bene, schiavi di schemi culturali e sociali molto poveri e rigidi.

Ragazzi che immaginano di usare questa esposizione come strategia di richiamo; ragazzi “pavone” a cui non basta più abbellirsi o stare nei contesti di aggregazione per affacciarsi alla dimensione affettiva, ma puntano su contatti spesso poco consistenti, ma sempre più richiedenti, spinti, che inducono ad un esibizionismo non sano e che spesso non si traducono in una relazione affettiva.

Difficile per i genitori stare al passo con questa crescita che mostra un rischio di eccessiva adultizzazione; difficile per un genitore immaginare o scoprire il proprio figlio o la propria figlia ammiccanti sul web.

In una società del tutto e subito, anche la crescita non rispetta più i tradizionali compiti di sviluppo e le normali tappe evolutive.

Nascono già grandi…ma solo nell’ateggiamento! Dietro questi baby adulti si nasconodo debolezze, insicurezze, dubbi, frustrazioni e scarso supporto educativo.

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