Non vi è solo la fase, a volte critica, dell’addormentamento; c’è anche la fase delicata ed importante del risveglio che merita forse qualche riflessione.

L’addormentamento è accompagnato spesso da rituali e gesti affettivi che vogliono promuovere un ingresso dolce e sereno nella fase del sonno.

I genitori usano oggetti transizionali (l’orsacchiotto, la coperta preferita) oltre all’uso di fiabe, canzoni, e vicinanza fisica; tutto molto funzionale ad una trasmissione dell’importanza del sonno, del suo ingresso sereno, della piacevolezza di abbandonarsi.

E per il risveglio?

risveglio
Al mattino la fretta e gli impegni impediscono spesso una adeguata cura anche di questa fase, spesso critica. A volte, anche a fronte di tempo, non vi è l’idea di accompagnare un piccolino anche in questa fase, dedicando poche rirose alla celebrazione del risveglio.

Si rischia di trasmettere l’avvio delle attività in modo ansioso e nervoso, di stressare il bambino che invece avrebbe bisogno di un tempo, soprattutto se piccolo, di comprendere cosa sta accadendo, di scrutare il contesto (spesso si addormenta e si risveglia in luoghi diversi), di godere della vicinanza del genitore, di assaporarne i tratti, di scambiare sorrisi e coccole.

Un avvio tenero e giocoso, e quindi una uscita delicata e gradulae dal sonno.
Si suggerisce infatti di non svegliarli nella fase di sonno profondo e nel momento della produzione onirica; si suggerisce di anticipare il proprio risveglio a quello del bambino, per essere più distesi e capaci di accoglierlo poichè già “pronti”.
Si suggerisce di costruire piccoli rituali, melodie e giochi anche per il momento del risveglio.

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