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Il sexting, nuova moda fra i giovani, consiste nello scambio di messaggi sessualmente espliciti e di foto e video a sfondo sessuale.

Il termine “sexting”, deriva dall’unione delle parole inglesi “sex” (sesso) e “texting” (pubblicare testo).

Si tratta di foto scattate con il telefono cellulare e poi diffuse attraverso chat, social network, MMS.

L’invio è fatto a persone “selezionate”, ma sono immagini destinate alla diffusione non controllata e spesso strumentale e ricattatoria, capaci quindi di creare seri problemi alla persona.

Negli USA lo praticherebbe il 20% dei ragazzi tra i 16 e i 19 anni.

Secondo una ricerca inglese, più di un terzo dei ragazzi tra gli 11 e i 18 anni, conosce e attua il sexting.

Secondo il Rapporto 2012 di Telefono Azzurro e Eurispes, in Italia almeno un adolescente su quattro ha ricevuto immagini e video sessuali via web o cellulare e il 12,3% inviate.

Perchè si diffonde tale moda?

Al problema del controllo genitoriale si associa il problema della fiducia e del senso di controllo (irrealistico) che questa stessa fiducia dà ai ragazzi; mi fido di te, so chi sei, quindi ti invio le mie foto.

E’ evidente che i ragazzi facciano fatica a comprendere, che la relazione di fiducia entro cui si muovono potrebbe con il tempo modificarsi sensibilmente, aprendo le porte della diffamazione e diffusione.

Inoltre i telefonini di nuova generazione permettono di condividere le foto proprie o altrui con molte persone contemporaneame ente,spondendo i ragazzi ad un rischio via via maggiore di danno. Un’immagine, una volta online, è infatti incontrollabile.

I ragazzi spesso non sono consapevoli che l’invio di foto che ritraggono minorenni al di sotto dei 18 anni in pose sessualmente esplicite configura il reato di distribuzione di materiale pedopornografico.

In alcuni casi invece il sexting si accompagna alla microprostituzione.

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