fobie

Le fobie non sono altro che reazioni emotive sproporzionate a situazioni reali specifiche, generando una intensa attivazione emotiva.

Non si tratta di semplice paura! La paura infatti è una emozione comune e frequente nella vita di tutti, che è però giustificata da un evento esterno oggettivo, ed è rispetto ad esso proporzionale.

La paura è un’esperienza frequente anche nella vita dei bambini e rappresenta un momento di formazione per la psiche e il comportamento.

Offre infatti al bambino una importante occasione di apprendimento ed all’adulto una necessaria occasione di accompagnamento alla spiegazione degli eventi e alla modulazione e contenimento degli stati emotivi conseguenti.

Se però la paura fosse persistente e di intralcio allo svolgimento dei compiti e delle attività quotidiane, dovremmo a buon titolo parlare di fobie infantili, con le rispettive reazioni esagerate e risposte comportamentali inadeguate.

Perchè nascono queste fobie?

Alla base di queste fobie possono esserci esperienze o eventi traumatici come per esempio il morso di un animale, il rimanere rinchiusi in un luogo), oppure possono essere apprese tramite informazioni e avvertimenti ripetuti sulla pericolosità di alcune situazioni e oggetti (animali, disastri e catastrofi) o attraverso il modeling genitoriale.

Nel primo caso il bambino ha vissuto direttament euna situazione che gli ha indotto una forte reazione di paura di cui il bambino si spaventa e che teme di poter riprovare in seguito; iniziarà a temere le situazioni analoghe, considerate rischiose, ed a evitare contesti specifici.

Nel secondo caso la paura nasce indirettamente mediante racconti ansiogeni o indicazioni di evitamento, che indurranno preoccupazione e timore di esporsi ed esplorare.

Nel caso del modeling il bambino acquisisce le fobie per un meccanismo di imitazione del comportamento degli adulti di riferimento.
Se un genitore per esempio evesse paura dei cani, è possibile che il bambino apprenda la risposta di terrore associata e che la faccia propria, integrandola nei propri schemi comportamentali.
Questo è tipico nella fase pre-linguistica, fase in cui il bimbo non possiede ancora delle autonome risposte e strategie di fronteggiamento, e impara come gestire la realtà attraverso le risposte emotive del genitore.

Che fare?

Per prima cosa è sconsigliato inibire l’esplorazione infantile per colpa delle fobie genitoriali; il bambino inibito non impara altro che ad avere paura, immaginando un mondo minaccioso.

Si consiglia di proteggere il bambino da eventuali esperienze traumatizzanti, mantenendosi alla giusta distanza di monitoraggio (ovvero non una ipervigilanza ma neppure una non sorveglianza), aiutando il bambino a dare significati ragionevoli agli eventi attraverso l’esempio e l’accompagnamento verbale e fisico durante le prime esplorazioni.

Infine si invitano i genitori a essere modelli validi di comportamento, senza forzare o obbligare il bambino, ma lasciando che ci osservi per poi imitarci, quando se la sente.
Non si deve per ferza fare tutto e subito, le acquisizioni ed i rispettivi tempi sono soggettivi, si può riprovare in seguito, cercando di introdurre condizioni favorevoli.

Ricordatevi di esporre i bambini gradulamente e proporzionalmente all’età e allo sviluppo!
Ogni età ha necessità e tempi di adattamento specifici.

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