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Come affrontate il momento della messa a nanna dei vostri bimbi? Avete orari e routine regolari oppure no?

Far addormentare i bimbi presto e sempre alla stessa ora è stata in una regola imprescindibile per generazioni di genitori: chi non ricorda l’imperativo “A letto dopo Carosello!”?

Oggi, anche a causa d’impegni lavorativi prolungati, del conseguente slittamento del rientro a casa a orari serali avanzati e del minor tempo a disposizione da passare con i propri figli, alcuni genitori tendono a essere più indulgenti e a mandare a dormire i bimbi più tardi e a orari non regolari.

Una mancanza di routine che, secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’University College London, influenzerebbe lo sviluppo e le prestazioni del loro cervello.

Lo studio in questione, svolto su un campione di oltre 11.000 bambini, seguiti dai 3 ai 7 anni e pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health, ha permesso di dimostrare come la mancanza di una routine serale fin dall’età di tre anni possa influire in modo negativo sulle performance cognitive e sui comportamenti dei bambini.

I bimbi con ritmi non regolari mostravano infatti risultati significativamente inferiori rispetto a quelli con abitudini di vita più routinarie.

«Se un bambino ha un sonno irregolare fin dai tre anni, non è in grado di sintetizzare tutte le informazioni che gli arrivano a quell’età – spiega la professoressa Amanda Sacker dell’UCL al Guardian e crescendo sarà sempre più difficile, perché questa mancanza di regolarità può finire con l’alterare i naturali ritmi del suo organismo, minacciando anche la plasticità del suo cervello nonché la sua capacità di acquisire e trattenere informazioni».

Far addormentare i bimbi sempre alla stessa ora è importante per un corretto sviluppo del loro cervello. In base ai risultati ottenuti dai ricercatori gli effetti di un sonno disturbato possono essere comunque reversibili: è stato osservato che i bambini che passavano da orari irregolari a orari regolari mostravano notevoli miglioramenti nelle performance e nei comportamenti osservati.

Un’altra ricerca, i cui risultati sono stati presentati in occasione del 24° meeting dell’Associated Professional Sleep Societies LLC in Texas, ha dimostrato che i bambini che vanno a letto presto e iniziano a dormire spesso alla stessa ora, mostrano migliori capacità di linguaggio e raggiungono risultati migliori nella lettura e nella matematica. Lo studio in questione è stato condotto su pressappoco 8.000 bambini, con un’età compresa tra i 9 mesi e i 4 anni, seguiti per 4 anni. Gli esperti hanno osservato che i bimbi che dormivano in media per 11 ore a notte raggiungevano dei risultati migliori in diverse prove che valutavano l’attenzione, le capacità linguistiche e di apprendimento più in generale.

Anche la coordinatrice di questa ricerca ha evidenziato quanto sia importante che i genitori mettano a letto a orari precisi i loro bambini.

Ma quante ore di sonno sono necessarie per un bimbo? Durante le varie fasi dello sviluppo il tempo dedicato al sonno cambia. Potrebbero esserci delle differenze individuali ma, tendenzialmente, nei primi 2-3 mesi di vita un bimbo dovrebbe dormire tra le 12 e le 20 ore, con una media di circa 16-17 ore al giorno. Man mano che cresce le ore si riducono fino ad arrivare ad una media di 12-14 ore a 1 anno, 12 ore tra i 2 e i 3 anni, 11 ore dai 4 anni fino all’adolescenza dove sono sufficienti 8 – 9 ore per notte.

 

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