meditazione

La meditazione può modificare la struttura del nostro cervello aumentando lo spessore della corteccia prefrontale che tende ad assottigliarsi con l’età.

Il dottor R.Davidson, psichiatra presso l’Università del Wisconsin, ha studiato l’attività cerebrale dei monaci tibetani utilizzando la risonanza magnetica.

Egli è arrivato alla conclusione che allenando la mente con la meditazione si possa aumentare la plasticità cerebrale e le funzioni deputate all’elaborazione sensoriale ed emotiva.

M. Ricard monaco buddista e genetista molecolare sostiene che la meditazione modifica completamente il cervello e la stessa persona è meno sottoposta ai pensieri e alle emozioni negative.

Davidson arriva a considerare che :” La felicità non è un tratto distintivo ma una capacità.

Si può paragonare a un allenamento sportivo; per diventare un bravo tennista non basta impugnare una racchetta, bisogna lavorarci sopra. Allo stesso modo è possibile allenarsi al benessere”.

Gli effetti positivi della meditazione erano conosciuti già anticamente. Il filosofo Marco Aurelio diceva: “Molti vanno in cerca per sé di rifugi agresti, di spiagge e monti.

Ma in nessun luogo un uomo si ritira con maggiore tranquillità e minori crucci che nel suo stesso animo. Concediti dunque questo rifugio in modo costante e rinnovati”.

Fonte : Repubblica D- 19/7/2014

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