telemaco

” I padri latitano, si sono eclissati o sono diventati compagni di gioco dei loro figli.
Tuttavia, nuovi segnali, sempre più insistenti, giungono dalla società civile, dal
mondo della politica e dalla cultura, a rilanciare una inedita e pressante
domanda di padre”. ( M. Recalcati – Il complesso di Telemaco).

Lo psicoanalista M.Recalcati spiega, in un excursus molto interessante, il cambiamento del rapporto educativo tra i giovani e gli adulti.

La cornice interpretativa si serve di similitudini classiche e analisi psicoanalitiche per individuare i legami tra i giovani, genitori ed insegnanti nel corso di questi ultimi decenni.

Diversi anni fa la centralità del rapporto edipico in ambito familiare ha allargato il suo campo d’azione anche in ambito scolastico dove il sapere veniva trasferito secondo criteri di rigidità generalmente assoluti e non contestabili.

L’adeguamento ai canoni educativi non lasciava spazio alla diversità dei discenti che dovevano essere ” corretti” se il loro percorso evolutivo non collimava con gli standard programmati.

Questa imposizione ha prodotto, negli anni, risultati negativi che sono in seguito sfociati nel movimento di contestazione giovanile che tutti conosciamo.

Il rapporto edipico, centralizzato al volere degli adulti, ha creato isolamento e incomunicabilità sia sul piano familiare che scolastico.

Tuttavia il panorama sociale che stava cambiando ha aperto la strada a una sorta di capovolgimento di relazioni: non più un trasferimento asettico di informazioni e di valori ma la rivalutazione della diversità che ogni ragazzo pone in essere, indipendentemente dai progetti di vita genitoriali e dai livelli cognitivi stabiliti dagli educatori.

Il narcisismo ha invertito i ruoli spostando l’interesse sulla personalità e individualità di chi un tempo era un semplice recettore della comunicazione.

In questo contesto la famiglia e la scuola hanno dovuto necessariamente accogliere e interpretare i segnali del disagio adolescenziale, simbolo ed espressione di una società che si trasformava e nella quale i fermenti innovativi indicavano nuove strade da percorrere.

Uno sguardo ottimista al futuro dell’educazione, sempre secondo Recalcati, vede interprete la figura mitologica di Telemaco il quale attende fiducioso il ritorno del padre Ulisse guardando l’orizzonte.” Edipo vive il padre come un ostacolo per il suo desiderio. Resta prigioniero dell’odio.

Telemaco invece guarda il mare e si aspetta di ritrovare suo padre. Aspetta il padre per stabilire con lui una nuova alleanza. Questa nuova alleanza permette di riportare la luce nella notte dei Proci. I figli di oggi assomigliano a Telemaco più che a Edipo, cercano testimoni.

Il problema dei nostri figli sono quei genitori che fanno i figli al posto di fare i genitori”. Il modello di Telemaco indica che ci può essere un ritorno, un riavvicinamento spirituale che possa far valere il desiderio intimo di essere guidati verso la giusta via testimoniando un insegnamento utile per un progetto di vita futuro.

E tutti, come dice Recalcati, siamo stati un po’ Telemaco, nonostante il tramonto della figura paterna e del narcisismo nel quale i giovani di oggi hanno sviluppato le proprie radici.

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