images

Il gioco simbolico rappresenta una forma di gioco caratterizzato da “finzione”, dall’utilizzo di un oggetto che evoca in realtà un altro significato e rappresenta quindi qualcos’altro. Si sviluppa a partire dal secondo anno di vita del bambino, dopo il gioco “sensomotorio” caratterizzato da esperienze sensoriali legate al tatto, all’udito (far cadere gli oggetti, far rumore) con cui il bambino effettua un tipo di conoscenza del mondo attraverso i suoi organi di senso.

Il gioco simbolico è un gioco che necessita di una maturazione cognitiva, a partire dai due anni infatti, i bambini acquisiscono la capacità di rappresentarsi mentalmente un oggetto anche se questo non è presente. Ecco quindi che azioni, oggetti, situazioni presenti vengono utilizzate “come se” fossero qualcos’altro, come se avessero un’altra funzione o un altro ruolo (ad es. utilizzare una scatola di cartone come una tana per un leone). Il gioco simbolico è di fondamentale importanza in quanto contribuisce in modo decisivo allo sviluppo del pensiero astratto ma aiuta anche il bambino nella conoscenza del complesso mondo emozionale in quanto permette, attraverso l’imitazione e l’identificazione, la sperimentazione di emozioni e di modelli relazionali.

È bene considerare quindi il gioco simbolico come una buona palestra che consente al tempo stesso allenamento e conoscenza. Nei programmi della scuola dell’infanzia il gioco simbolico ha un posto privilegiato ma dovrebbe acquistare la stessa importanza anche all’interno delle mura domestiche: mamma e papà che giocano a cucinare o ad essere un branco di leoni in una foresta o a guidare un’automobile costruita con il cartone, oltre a passare del tempo insieme ai loro bambini curando la relazione, stanno insegnando loro molto più di qualunque costosissimo gioco o videogame possa mai fare.

 

Annunci