La vergogna può essere spesso un’emozione dolorosa che si accompagna ad un profondo disagio fisico.
Può essere causata da esperienze traumatiche e spaventanti e si accompagna ad, impotenza, indignità, senso di inadeguatezza, con intensi sentimenti di umiliazione.
Un adolescente che da bambino e è stato privato di cure materne affettuose, minacciato o maltrattato, fa della vergogna una parte della sua identità, interiorizzandola. La sua vita sarà modellata in base a questo sentimento che andrà ad incidere sulla visione di sé e degli altri e governerà le interazioni con l’ambiente circostante.
La vergogna fa da “isolante” bloccando un’auto-riflessione e impedendo al cervello la regolazione degli impulsi aggressivi: il pervasivo senso di vergogna può infatti innescare nell’adolescente “traumatizzato” una risposta aggressiva, che ha in realtà una funzione protettiva .
Intimidendo l’altro si sentirà di riuscire a tutelarsi da eventuali rifiuti o umiliazioni costruendo delle barriere protettive che non gli permettono di rivivere la vergogna originaria provata negli anni di vita traumatici.
L’adolescente traumatizzato e intrappolato è improbabile che segua consigli, regole o che risponda positivamente a strategie di gestione del comportamento.
Per questo è importante riconoscere primariamente le abilità di sopravvivenza acquisite, le sue risorse, rispettando la sua resistenza.
Potrebbe essere utile inoltre:
– fornirgli un ambiente sicuro, solido in cui si senta a proprio agio e in cui facilitare la sua crescita emotiva, controllare gli impulsi, le interazioni sociali e migliorare le sue abilità nel risolvere problemi
– Procurare esperienze che non ha potuto vivere nei suoi primi anni di vita
– Fornire stimolazione attraverso attività piacevoli e divertenti.
(D. Taransaud, 2014)

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