Negli ultimi anni molti studi hanno dimostrato che agire intenzionalmente sul nostro corpo permetta di influenzare la percezione di ciò che ci accade, i nostri stati emotivi e i nostri gli atteggiamenti verso il mondo che ci circonda. Come si dice “Sorridi e la vita ti sorriderà”.

Già nei primi del 900 William James affermava: “Il senso comune dice che ci accade qualcosa di brutto, siamo dispiaciuti e singhiozziamo (…) La mia ipotesi (…) è che ci sentiamo dispiaciuti perché piangiamo, arrabbiati perché ci accaloriamo, impauriti perché tremiamo”, capovolgendo l’idea di fondo secondo la quale noi piangiamo perché siamo tristi.

Uno studio dei ricercatori della Georgetown University di Washington pubblicato sul Journal of Psychiatric Research ha mostrato come, inducendo un rilassamento dei muscoli che appaiono contratti nel volto delle persone affette da depressione, si potesse ottenere un effetto retroattivo sulla percezione di malessere dei pazienti. Infatti, dopo un singolo trattamento con tossina botulinica il 47% dei pazienti aveva riportato un miglioramento ai punteggi di una scala usata per quantificare lo stato depressivo.

Un’altro studio, pubblicato dai ricercatori della Northwestern University sul Journal of Personality and Social Psychology, ha smentito però i risultati sopra citati.

Secondo questi ricercatori soltanto un vero sorriso può influenzare il nostro stato emotivo poiché solo quest’ultimo ci permette di attivare tutti i muscoli necessari per far si che si ottenga quell’effetto retroattivo sull’umore.

Secondo questi ricercatori nella ricerca precedente in cui venivano inibiti con il botulino alcuni muscoli facciali si otteneva un sorriso “finto”, con minimi effetti retroattivi sull’umore.

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