globalizzazione

Dagli scritti di Marc Auge’ riusciamo a capire come la società antropologica sia cambiata radicalmente. Il progresso tecnologico ha rappresentato una sorta di catalizzatore che ha cambiato sia l’aspetto identitario della persona ma anche le relazioni tra gli uomini.

Nella società pre-moderna i ruoli e le funzioni sociali erano ben definiti, norme e regole di convivenza erano funzionali all’autonomia del nucleo familiare che rappresentava la coesione del gruppo stesso. La surmodernita’ si è affermata con le regole degli ” eccessi”.

L’eccesso di tempo, spazio ed ego hanno determinato una fruizione quasi incontrollata dell’uso degli strumenti tecnologici sempre più sofisticati, per mezzo dei quali oggi impera l’interattivita’ e l’immagine dell’ego, sempre più indefinito e trasformista.

Il territorio, secondo Auge’, si è trasformato in isole, quelle che lui stesso definisce i ” non luoghi” perché privi di radici e storia. Sono non luoghi i centri commerciali, gli aeroporti, le autostrade, zone nelle quali si transita velocemente e dove gli “utenti” consumano i prodotti della società moderna.

Lo spazio e il tempo così compressi hanno indebolito il valore dell’identità personale che ha perduto i riferimenti dell’antica stabilità.

L’uomo moderno rischia di non saper più riconoscere le proprie radici, la propria storia personale in cui le regole sociali hanno contribuito a sviluppare le relazioni tra gli individui della collettività.

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