gicoazzardo

Secondo il report dell’osservatorio Young Millennials Monitor, realizzato da Nomisma in collaborazione con l’Università di Bologna, nell’ultimo anno scolastico il 54% dei giovani studenti italiani (1,3 milioni di ragazzi)avrebbe tentato la fortuna almeno una volta e il 10% degli studenti invece giocherebbe almeno una volta a settimana.

L’indagine ha coinvolto 14.000 ragazzi appartenenti a 580 classi.
I dati incidano che si prova il gioco d’azzardo per curiosità (30%), per caso (23%) o perché il gruppo di amici già giocava (14%).

Il Gratta e Vinci lo ha sperimentato il 38% degli studenti, le scommesse sportive in agenzia il 25% e i giochi di abilità online il 20%.

Giocherebbero maggiormente i ragazzi (63%) rispetto alle ragazze (43%); il consumo è maggiore nel Sud-Isole (64% dei giovani gioca contro il 43% al Nord), fra i maggiorenni (61% contro il 51% dei minorenni), negli istituti tecnici e professionali (rispettivamente 60% e 59% contro il 49% dei licei) e nelle famiglie in cui vi è un’abitudine al gioco (65% contro il 10% in famiglie non giocatrici).

I dati spaventano e ci riportano a riflettere sulle pubblicità ingannevoli, sui modelli famigliari, sulla esposizione a una idea poco meritocratica della vita, che indurrebbe a ricorrere a metodi spiccioli di arricchimento e realizzazione, ovviamente fasulli e disfunzionali.

La costruzione del futuro non passa più quindi attraverso l’impegno ma attraverso la fortuna?

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