giovanidroga

Questa torrida estate ha spento il sorriso di alcuni giovanissimi, brucia il ricordo sull’esile filo della loro vita. Ragazzi normali a cui istinto e curiosità del proibito hanno teso la trappola di una muta violenza, alfabeto sconosciuto e crudele che detta le proprie leggi e con esse scava dolore e impotenza nel cuore di chi resta. La droga che uccide inaridisce i sentimenti, il desiderio della vita e il senso del futuro. La violenza non è solo un’arma contro i simili, e’ il filtro della quotidiana solitudine che genera apatia e onnipotenza, per sentirsi uguali agli altri e oltrepassare il limite, quel confine che separa istinto e coscienza, ragione ed emozioni. La cultura della vita impone agli adulti la necessità di trasmettere messaggi di coerenza e chiarezza, di speranza e progetti che la realtà confonde e frammenta in forme camaleontiche di consumo e apparenza, virtualità e miraggio di un mondo che lievita e appassisce in breve tempo. Aiutare i giovani a crescere non significa riempire i cassetti della loro vita di beni materiali e oggetti di consumo ma proteggerli dai mali del secolo infondendo nel loro cuore il coraggio di vivere e di lottare, di conoscere il significato delle scelte ignorando il vuoto e l’assenza che tutto cancella e distrugge.

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