emozioni

Dalle parole di Daniela Lucangeli ( docente di Psicologia dello sviluppo dell’Università degli studi di Padova) intervenuta al XVI convegno nazionale dell’IDO possiamo comprendere l’importanza delle emozioni che sottendono l’apprendimento: “ Se un bambino mentre apprende fa fatica e sperimenta un’emozione di paura, tutte le volte che rimetterà in memoria quell’apprendimento metterà in memoria sia quella fatica che quell’emozione.

Stabilizzerà quindi nel circuito di riorganizzazione che le neurofunzioni attivano sia l’apprendimento che il mantenimento dell’emozione disfunzionale”.

In questo contesto come afferma la psicologa “ non si possono scindere le funzioni biologiche da quelle psicologiche; l’energia prodotta dal nostro organismo aumenta con gli stati emozionali”.

Alcune ricerche dimostrano infatti che l’andamento umorale modifica i processi del meccanismo del sistema nervoso centrale e periferico.

La “ warm cognition” definisce una relazione “ calda” nella quale i bambini possono esprimere il loro disagio e i bisogni senza paura.

Di fronte ai disturbi del neurosviluppo, oltre le tecniche di aiuto specifiche messe in atto dalle persone competenti, la vicinanza fisica come ad esempio un abbraccio costringe l’amigdala a produrre i neurotrasmettitori dell’umore che attivano uno stato di benessere generale.

Nel nostro sistema educativo ci sono forti emozioni sulle quali si basa l’apprendimento: il senso di colpa e la paura che nascono come sentimenti di autoregolazione ma possono limitare fortemente l’azione se vengono vissute con impotenza e scarso livello di autostima.

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