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Contro il disagio da disoccupazione nasce lo Standupificio

standup

Ricominciare da se stessi, rimettersi in piedi: dal termine inglese to stand up, alzarsi, ha origine la nuova iniziativa dell’associazione Dentro un quadro. A Milano, il 30 novembre tutti potranno partecipare allo Standupificio con attività non convenzionali, set video, un assaggio teatrale e giochi, tra cui il quiz Chi vuol essere meno precario, tutti basati su saperi psicologici e psicoterapeutici scientificamente fondati ed efficaci per ridurre il disagio causato dalla difficoltà di reinserirsi nel mondo del lavoro.

23 novembre 2015 – Il disagio da disoccupazione esiste: inizia con l’incapacità di ritrovare lavoro dopo un periodo prolungato di inattività e lo scoraggiamento nel continuare a cercarlo, seguito poi da stress fisico e psichico, ansia, depressione, disturbi psicosomatici, fenomeni di immobilità e ritiro sociale. Da questa situazione di emergenza, dove il tasso di disoccupazione secondo l’Istat a settembre 2015 raggiungeva l’11,8%, si può uscire, anche grazie a interventi psicologici e psicoterapeutici mirati. Gli stessi cui hanno fatto riferimento i professionisti dell’associazione Dentro un quadro che scendono in campo con una iniziativa originale, importante ma al tempo stesso costruita all’insegna della leggerezza. Si tratta dello Standupificio: un luogo e un evento pensato per restituire alle persone la capacità di rimettersi in piedi, con pratiche e attività utili per ricominciare da sé.

L’iniziativa si terrà a Milano, dove il Comune ha già dato il suo patrocinio, il prossimo 30 novembre e godrà della collaborazione, fra gli altri, di Casa dei Diritti, di Celav Centro mediazione lavoro del Comune di Milano, dell’associazione di politica professionale AltraPsicologia e delle associazioni GuizArt ed El Modernista. Il nostro primo obiettivo è contribuire all’abbattimento delle barriere culturali ed economiche che spesso impediscono a molte persone l’accesso a forme di intervento sul benessere psicologico oggi quanto mai indispensabili, dice Serena Basile, presidente di Dentro un quadro e psicoterapeuta della Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva (SITCC). Il tema centrale dell’evento è il disagio da disoccupazione e l’importanza di recuperare e riscoprire le proprie risorse per farvi fronte, vincendo in questo modo forme inevitabili di scoraggiamento che spesso sconfinano in sintomatologie d’ansia e depressione invalidanti, quando non in sintomatologie da traumatizzazione vera e propria. Siamo nell’era delle start-up, ma molte persone hanno prima bisogno di stand up, cioè di rialzarsi, e a questo servono psicologia e psicoterapia.

Dopo il convegno scientifico non convenzionale dell’anno scorso Non ho più pane nel piatto, quest’anno va in scena lo Standupificio. Il programma della giornata del 30 novembre sarà composto da una prima parte pomeridiana, dalle 14 alle 18, presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano (via De Amicis 10), dove psicologi e psicoterapeuti qualificati si renderanno disponibili gratuitamente nelle attività di Tutti su da terra!, laboratorio di psicologia pratica. Chi è interessato a partecipare deve farne richiesta scrivendo all’indirizzo: segreteria@dentrounquadro.it

La serata, invece, si svolgerà all’insegna dell’intrattenimento finalizzato a consentire ai partecipanti un’esperienza personale e relazionale utile e al contempo festosa, incentrata sulla valorizzazione delle proprie risorse personali e della cooperazione fra pari come chiave di volta per un possibile cambiamento sociale. Dalle 19 l’appuntamento sarà al Revolution Café di via G. Fantoli 7 (ex Cactus Juice Café) dove gli ospiti potranno mettersi alla prova in attività pratiche permanenti di natura non convenzionale e fondate sul sapere scientifico psicoterapico. Si potrà partecipare al gioco a quiz Chi vuol essere meno precario: i partecipanti saranno raggruppati in squadre in base al modo in cui ritengono di cercare lavoro ci saranno i coraggiosi, gli instancabili, i creativi e i relazionali. Le domande verteranno su possibili strumenti e modalità mutuati dalla psicoterapia cognitivo comportamentale per ricominciare da sé.

Sarà allestito un set video organizzato dalla casa di produzione Bedeschifilm, per tutti i partecipanti che, supportati in loco da un terapeuta per l’individuazione dei loro punti di forza professionali, desidereranno realizzare il proprio spot promozionale di 30. Gli spot verranno resi disponibili successivamente all’evento e potranno essere utilizzati da ciascuno per autopromuoversi, ad esempio nei canali social. E’ prevista anche una breve pièce teatrale a cura della compagnia teatrale Alma Rosé, dal titolo Caring Angels sul malaffare tutto italiano che caratterizza i concorsi pubblici e sulla cooperazione fra pari come risorsa per evitare sottomissione e rassegnazione. E poi molto altro ancora: dal muro di rabbia per esprimere come ci si sente quando si perde il lavoro, a Change! per riflettere sull’influenza del modo di rappresentarsi le cose su come stiamo, fino a perle a catena, costruite dagli ospiti con il supporto di un terapeuta che aiuterà a mettere a fuoco il proprio essenziale, cioè ciò che per ognuno ha valore autentico e dunque, anche in momenti delicati come i periodi di disoccupazione, rimane. L’associazione GuizArt realizzerà performance artistiche interattive fondate sull’arte del riciclo, la stessa con la quale sono realizzati gli allestimenti della festa con la collaborazione dell’associazione El Modernista.

L’evento è patrocinato dal Comune di Milano, dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia e da SITCC sezione Lombardia.

Per maggiori informazioni: http://www.dentrounquadro.it

Il mese del benessere psicologico ( 1-31 ottobre 2015)

benessere psicologico+

Il benessere psicologico e’ la condizione psicologica e fisica ottimale che permette di: stare bene con se stessi e con gli altri, realizzare se stessi e raggiungere i propri obiettivi, prendere decisioni e risolvere difficoltà nelle relazioni, saper affrontare gli eventi stressanti. Il mese del benessere psicologico e’ una campagna di sensibilizzazione e promozione della cultura del benessere della persona che punta a migliorare la qualità della vita. L’evento si realizza grazie alla disponibilità di psicologi, liberi professionisti i quali offrono consulenze e seminari gratuiti. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere il benessere psicologico come valore fondante e ideale della qualità della vita di ciascuna persona, come fattore di crescita personale e di mantenimento dell’equilibrio dell’esistenza personale e sociale, informare sul ruolo dello psicologo e sulle sue funzioni nonché sul l’esistenza di centri e studi sul territorio che erogano servizi clinici e di consulenza, far conoscere il panorama delle professionalità che ruotano attorno al mondo della psicologia per sapere, a seconda dei casi, a chi sarebbe opportuno rivolgersi ( psichiatra, neurologo, assistente sociale, ecc).

SIPAP ( società italiana psicologi area professionale)

Esprimere critiche ed apprezzamenti…a volte troppo difficile

critica

Spesso le persone tendono a subire le sistuazioni e le volontà altrui, sentendosi prevaricati e portando via un senso di impotenza e frustrazione, anche gravi.

Pensiamo all’ambito famigliare e lavorativo, alla quantità di pensieri e critiche inespresse, alla paura di dire “no” alle persone che ci circondano, al timore di essere rifiutati in caso di disaprovazione manifesta o di autonomia decisionale.

A lungo andare la non tutela dei propri diritti e dei propri bisogni porta condizioni di umore deflesso, depressione, demotivazione, sfiducia.

Perchè tanto timore?

Le persone possono pensare che l’unico modo di esprimere critiche e opinioni sia quello aggressivo, che possa quindi rendere l’interloctore ancor più prepotente,  modo che comunque rischierebbe di compromettere la relazione.

Altre persone possono pensare di non valere abbastanza per poter far valere le proprie ragioni o pensare di dover assecondare necessariamente l’altro per paura di perderlo.
Le persone faticano anche nel dire cosa gli piace e nell’esprimere apprezzamenti per paura di arrossire, sfigurare, di vergognarsi, di sembrare infantili, di essere ridicolizzati.
Alla base di tutto ciò c’è la paura di essere giudicati male, la vergogna, il senso di inadeguatezza; alla base di tutto ciò c’è quindi un individuo che per primo, e prima che lo facciano gli altri, si giudica male, si aggredisce.

Un individuo che non conosce o non rispetta il prorpio diritto di dire no, di esprimere e far rispettare i propri bisogni. Un soggetto passivo, debole che proprio per questo rischia di essere giudicato male!

Paradossalmente, proprio gli sforzi messi in campo per non essere giudicati negativamente, portano a critiche, giudizio negativo e svalutazione esterna.

Allora non c’è soluzione?

Allora vale la pena di rispettarsi e di capire semmai come poter preservare le relazioni e i diritti e bisogni altrui, pur nel rispetto dei propri.

Comunicare in modo efficace non è semplice; spesso si ha il timore di poter essere fraintesi, di non sapersi esprimere in modo chiaro.

Erroneamente può succedere di muoversi entro due modalità di comunicazione disfunzionali che sono rispettivamente quella passiva e quella aggressiva.

La modalità passiva è disfunzionale perchè non consente a chi la utilizza di esprimere i propri desideri ed i propri pensieri, portando ad un atteggiamento adesivo al volere altrui.

La modalità aggressiva invece è disfunzionale perchè tenta di imporre solo il proprio volere ed il proprio pensiero, impedendo all’interlocutore di esprimersi.

Non sono tuttavia le uniche due modalità possibili; vi è una terza via, funzionale, chiamata assertiva in grado di creare un buon piano comunicativo.

L’assertività ci insegna il diritto di esressione dei nostri bisogni e suggerisce la possibilità di mantenere buone relazioni con gli altri pur esprimendo pensieri, stati e opinioni.
L’asseritività promuove l’espressione di apprezzamenti e critiche.

Come?

Per assertività si intende la capacità di esprimere le proprie idee, esigenze, emozioni in modo onesto, diretto e non aggressivo.
La modalità assertiva consente di avere un buon controllo sulla propria vita, consentendo di avere consapevolezza dei propri ed altrui diritti, con atteggiamento cooperante e fondato sul compromesso.

Lo stile passivo o remissivo, invece, tende ad anteporre le esigenze altrui alle proprie, creando a lungo termine un sentimento di inferiorità ed impotenza.
Lo stile aggressivo, poi, lascia intravedere una forte competizione e una irragionevole credenza di meritare attezioni particolari.

Appare evidente che la modalità passiva non porta benefici in ambito comunicativo, andando a minacciare il benessere psicologico di chi la utilizza e che spesso sviluppa depressione e scarsa autostima.

Allo stesso modo appare evidente che la modalità aggressiva non porta benefici rischiando di generare nell’interlocutore sentimenti di rabbia, agiti aggressivi, irritazione, mancanza di rispetto.

Allora è possibile esercitarsi e utilizzare la modalità assertiva, partendo da due importanti principi: la consapevolezza dei propri diritti e il rispetto dei diritti altrui.

Decalogo dell’assertività

  • ho il diritto di essere il giudice di ciò che faccio o penso
  • ho il diritto di non fornire spiegazioni o scuse per il mio comportamento
  • ho il diritto di non assumermi la responsabilità di risolvere i problemi altrui
  • ho il diritto di cambiare idea
  • ho il diritto di sbagliare
  • ho il diritto di dire non lo so
  • ho il diritto di decidere per me stesso
  • ho il diritto di dire non capisco
  • ho il diritto di dire non me ne importa
  • ho il diritto di dire no senza sentirmi in colpa

Per essere assertivi è importante imparare ad esprimere apprezzamenti, ad esprimere sentimenti negativi in modo costruttivo, a fare richieste in modo cortese.

E’ ancora più importante imparare a limitare le critiche al comportamento specifico che non ci piace e che ci genera sentimenti negativi, piuttosto che insultare o criticare l’altro nella sua totalità, privilegiando le osservazioni costruttive sul singolo comportamento, modificabile, piuttosto che una squalifica della personalità dell’interlocutore, non modificabile.
E’ certamente diverso dire che una azione non ci è piaciuta piuttosto che dire all’altro che è uno stupido.

Ancora, è importante imparare a spiegare all’altro perchè facciamo una richiesta o perchè una dato comportamento non ci è piaciuto, comunicando le nostre emozioni e sentimenti.

Infine, sarebbe opportuno entrare in un’ottica propositiva invece che imperante o adesiva, basando la comunicazione su uno stile cooperante.
Significa fare all’altro una proposta, dove ciascuno collabora, si esprime, partecipa, invece che ordinare all’altro cosa fare o subire le decisioni altrui.

Imparare ad essere assertivi si può.
Può essere utile a ciascuno di noi ed in particolare per persone che tendono ad essere impulsivi o remissivi, che sperimentano sentimenti di vergogna ed imbarazzo o che soffrono di depressione, ansia, fobia sociale e scarso controllo dell’aggressività.

Tecnostress

tecnostress

I sintomi che colpiscono i lavoratori italiani soprattutto quelli digitali sono: cefalea, nervosismo, calo della concentrazione, stanchezza, gastrite, umore depresso, ansia.

Il 45% degli intervistati confessa che l’uso intenso di tablet, smartphone e pc ha loro creato problemi di salute.

La ricerca e’ stata condotta da Netdipendenza Onlus e realizzata in collaborazione con l’Associazione italiana formatori salute e sicurezza sul lavoro ( Aifos).

A questi rischi per la salute bisogna aggiungere quelli derivati dal l’esposizione eccessiva ai campi elettromagnetici emessi dagli smartphone, tablet e Wi-Fi.

Alle conseguenze a livello fisico si aggiungono quelle psicologiche dovute alla dipendenza da tecnologia digitale di cui fanno spesso un uso esagerato anche i giovani.

Come tutte le dipendenze lo stress tecnologico rappresenta un aspetto importante della società moderna che ha trasformato i mezzi di comunicazione, strumenti sempre più sofisticati, accessori e simboli di un modo di essere e di apparire.

Congresso “Attaccamento e Trauma Sviluppo della Personalità e Psicoterapia”

congres

Teatro Brancaccio nel centro di Roma dal 25 al 27 di Settembre 2015.

RELATORI

Daniel Siegel (Stati Uniti),
Allan Schore (Stati Uniti),
Pat Ogden (Stati Uniti),
Kathy Steele (Stati Uniti),
Edward Tronick (Stati Uniti),
Peter Fonagy (United Kingdom),
Russel Meares (Australia),
Arnoud Arntz (Olanda)
Eckhard Roediger (Germania),
Stephan Doering (Germania),
Giancarlo Dimaggio (Italia)

PREMIO PER LA RICERCA
Verrà attribuito un Premio per la Ricerca di 10.000€ ad un giovane Ricercatore che si sia distinto per il suo lavoro nell’Ambito dell’Attaccamento, del Trauma e dei Disturbi di Personalità
CONCERTO E CENA DI GALA
Alla sera del Sabato una Cena di Gala a Palazzo Grassi e un Concerto con i Musica Nuda, gruppo famoso in tutto il mondo.

E’ inoltre prevista una riduzione di 100 euro sul costo totale di 420 euro per iscrizioni perfezionate entro il 30 Giugno p.v.

INFORMAZIONI
Per informazioni sull’iscrizione: newsletter@isctraining.com
Alessandro Carmelita
Direttore Istituto di Scienze Cognitive

LOCANDINA ESAME DI STATO ARPCI

Congresso “Attaccamento e Trauma Sviluppo della Personalità e Psicoterapia”

locandina congresso

Teatro Brancaccio nel centro di Roma dal 25 al 27 di Settembre 2015.

RELATORI

· Daniel Siegel (Stati Uniti),

· Allan Schore (Stati Uniti),

· Pat Ogden (Stati Uniti),

· Kathy Steele (Stati Uniti),

· Edward Tronick (Stati Uniti),

· Peter Fonagy (United Kingdom),

· Russel Meares (Australia),

· Arnoud Arntz (Olanda)

· Eckhard Roediger (Germania),

· Stephan Doering (Germania),

· Giancarlo Dimaggio (Italia)

PREMIO PER LA RICERCA

Verrà attribuito un Premio per la Ricerca di 10.000€ ad un giovane Ricercatore che si sia distinto per il suo lavoro nell’Ambito dell’Attaccamento, del Trauma e dei Disturbi di Personalità

CONCERTO E CENA DI GALA

Alla sera del Sabato una Cena di Gala a Palazzo Grassi e un Concerto con i Musica Nuda, gruppo famoso in tutto il mondo.

ISCRIZIONE ONLINE

Per iscriverti al Congresso, comprare i biglietti del Concerto e prenotare la Cena di Gala puoi visitare il sito http://www.italy-congress.com

INFORMAZIONI

Per informazioni scrivi a isc@istitutodiscienzecognitive.it oppure nicole.donato@istitutobeck.it

Prayer Therapy

prayer

La preghiera e la meditazione riescono a modificare il profilo genico e depotenziare le sequenze cellulari pericolose per la salute.

Gli studi quarantennali dell’americano Herbert Benson sono stati confermati da ricerche internazionali.

Lo stesso scienziato ha dimostrato come la ” prayer therapy” può essere un toccasana dal momento che sequenze di geni importanti per la salute sono diventate più attive e sequenze di geni potenzialmente nocivi sono diventate meno pericolose.

Con il risultato di raggiungere miglioramenti dell’efficienza dei mitocondri ( vere e proprie centrali energetiche cellulari) con un migliore controllo della glicemia e una riduzione dei radicali liberi.

Ora gli scienziati stanno cercando di capire se queste tecniche potrebbero alleviare i sintomi di patologie come l’ipertensione e le malattie infiammatorie intestinali.

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